Il coraggio dell’amore, un regalo della neve

24 Dicembre 2018

Anche se lei attraversava spesso i suoi pensieri, credeva ormai di aver rimosso quella presenza, soprattutto quella storia

«Ormai ho imparato che c'è un disegno ad incastro in questa vita di cose che sfuggono all'umano controllo!»
Quella mattina faceva molto freddo e nevicava fitto fitto. Le luminarie di Natale erano ricoperte di neve e avevano preso il colore delle luci degli addobbi dando al paesaggio un’atmosfera magica. Stranamente rimase davanti allo specchio più al lungo del solito. Questa novità lo stupì molto, facendolo sorridere: era la prima volta che si soffermava con attenzione a leggere i segni del tempo sul suo volto. Come per rimproverarsi di quella debolezza, uscì subito dal bagno.
L’albero di Natale rimasto acceso tutta la notte gli ricordò di quella volta che era entrato in una gioielleria per comprare quell’anello a lei, alla donna che aveva amato di più nella sua vita, ma che mai era riuscito a donarle. Destino beffardo! Oltretutto, anche in quel giorno nevicava. Riflettendo su questo episodio, sorrise tra sé e sé come per canzonarsi dello strano scherzo che quel ricordo gli stava facendo.
All’ingresso si infilò il cappotto controllandosi di nuovo davanti allo specchio affinché tutto fosse in ordine prima di uscire.
Ad un angolo del portone del palazzo rimasto aperto era ammucchiata un po’ di neve, spinta dalle folate di vento. La città era tutta imbiancata e i suoni erano ormai ovattati. Quando nevicava non portava mai l’ombrello: reminiscenze infantili per godere fino in fondo di quel meraviglioso dono che la natura gli stava riservando; o ricordi di quando viveva in campagna nel paese dove era nato e cresciuto. Lì la neve, a differenza della città, non era percepita come un fastidio, in quei luoghi era di casa.
Malgrado il piacere provocato dai fiocchi, in lui, fotogrammi, piccole sequenze di abbracci, baci, brandelli di quell’amore, cominciavano inspiegabilmente ad affiorare prepotentemente nella sua mente. Anche se lei attraversava spesso i suoi pensieri, credeva ormai di aver rimosso quella presenza, soprattutto quella storia. Invece, più andava avanti e più le immagini di lei si facevano reali fino a togliergli il fiato, come se non fosse più in grado di contenere di nuovo quelle emozioni, quei momenti vissuti insieme.
La libreria Feltrinelli, all’angolo della strada era piena di gente e forse fare finta di sfogliare dei libri poteva essere un buon motivo per distrarsi, per non continuare a pensare. Nello stesso momento in cui entrò si chiese per quale cavolo di motivo si stesse recando nel luogo dove si leggevano le storie di altri, quando invece lui l’avrebbe voluta scrivere con lei la Vera Storia. Con lei che nel frattempo era proprio lì, a poca distanza da lui, come se lo stesse aspettando. Fu in quel momento che ebbe la sensazione che ciò che stava vivendo forse era un sogno, che tutto quello che vedeva accadere davanti ai suoi occhi altro non era che il frutto della sua fantasia, un dormiveglia, la proiezione dei suoi desideri sedimentati per tanto tempo e riemersi senza motivo.
A pensarci, già dal primo mattino, i presagi di una giornata strana c’erano tutti. Per questa ragione e per paura che tutto svanisse, rimase al lungo in silenzio a poca distanza da lei che nel frattempo continuava a fare finta di sfogliare un libro come se lui non ci fosse.
Del resto, che senso avrebbe avuto parlarle?
All’improvviso lei si girò. Si abbottonò il cappotto. E si avviò decisa verso l’uscita.
Lui la seguì a poca distanza, poggiandole la sua mano delicatamente nella parte bassa della schiena. Un brivido lo attraversò dentro quando sentì un movimento lieve di lei che inarcava il bacino in avanti per poter accogliere quel gesto di cui conoscevano bene il significato. Uscirono fuori sulla strada. Lui guardò verso il cielo. Nevica ancora, esclamò con voce bassa. Sì, nevica ancora, aggiunse lei compiaciuta e con un lieve sorriso. Lui la cinse al fianco. Lei, come per ristabilire una vecchia abitudine, poggiò la testa nell’incavo della spalla di lui e, insieme, si avviarono sul marciapiede, l’uno al fianco dell’altro, con lo sguardo in avanti, perdendosi tra i fiocchi di neve.
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