IL DIVINO ALLORO

7 Novembre 2022

Hanno tentato di tutto, i poeti non laureati del Novecento per derubricare l’Alloro, pianta sacra della tradizione collegata ad Apollo, Dio della poesia, al comando, alla fama.Ha cominciato Gozzano...

Hanno tentato di tutto, i poeti non laureati del Novecento per derubricare l’Alloro, pianta sacra della tradizione collegata ad Apollo, Dio della poesia, al comando, alla fama.
Ha cominciato Gozzano : « incoronato dalle fronde regie/ v’era Torquato nei giardini d’Este. -Avvocato, perché su quelle teste/ buffe si vede un ramo di ciliegie?». La signorina Felicita, ovvero la felicità ha scambiato l’alloro per un ramo di ciliegie. Gli fa eco, qualche anno più tardi, Montale: «il sempreverde alloro per la cucina / resiste, la voce non muta». Eppure l’alloro conserva ancora nella sua voce sempreverde quella della ninfa dei boschi, Dafne che preferì trasformarsi proprio in pianta di alloro, pur di non cedere alle lusinghe e alle violenze del suo divino stalker, Apollo. Anche il nostro divino poeta sulmonese, Ovidio, ci racconta il suo dolore nelle Metamorfosi. Ottima per siepi e per bordure, ha tanti impieghi in cucina: con la carne, con il pesce, con le minestre. La nonna gettava alcune foglie nel fuoco per mandare via gli spiriti cattivi dalla casa; e un mazzetto, che cambiava ogni anno, appeso in ogni stanza. Da bravo sempreverde, sfida l’autunno e guarda insieme a noi le foglie che volano a terra, riempiendo i marciapiedi cittadini, i sentieri di montagna. Riemerge chiara la struttura dell’albero e della pianta, diventano “irti” i rami, pungono; la lucentezza dell’inverno evidenzierà la solitudine del ramo, la chiarezza del disegno. Eppure non c’è niente di più necessario di questa pausa. I sempreverdi, come l’alloro, ci aiutano a sperare, ad attendere, ad aspettare che il ciclo ricominci, che la vita ritorni. Ci accompagnerà la danza del vento, nei viali alberati fino all’ultima foglia che ancora resiste sulla punta del ramo, sulla cima. Anche Leopardi si chiedeva dove andassero a finire tutte le foglie: «Vo dove va ogni altra cosa, / dove naturalmente / va la foglia di rosa, e la foglia d’alloro».