Il Fastello del Vate oggi al Mediamuseum
PESCARA. «È giusto che Il fastello della mirra sia un libro postumo». Così si esprimeva profeticamente, a proposito della sua nuova autobiografia, Gabriele d’Annunzio in una lettera del 1925 ad...
PESCARA. «È giusto che Il fastello della mirra sia un libro postumo». Così si esprimeva profeticamente, a proposito della sua nuova autobiografia, Gabriele d’Annunzio in una lettera del 1925 ad Attilio Vallecchi che avrebbe dovuto esserne l’editore. Ad ottant’anni dalla morte del Vate, il gioco di scambi e di specchi tra memoria e scrittura, esistenza ed arte, biografia e letteratura, trova ancora riscontro in questa opera dai contorni misteriosi. Il “Fastello della mirra”, infatti, è una sorta di antologia di brani tratti dalle opere di d’Annunzio, narrate in prima persona, assemblate in modo tale da ricostruirne la vita. Il volume, avviato nel 1922 e pronto in bozze di stampa nel 1926, rimase sconosciuto e inedito fino al 2004 quando, lo studioso che ancora oggi ne cura l’edizione, Angelo Piero Cappello, lo recuperò negli Archivi del Vittoriale degli Italiani a Gardone Riviera.
Di questo libro, ora pubblicato dalla casa editrice Bibliotheka di Roma, in una nuova collana dannunziana, parleranno, oggi alle 17.30, al Mediamuseum di Pescara, oltre al curatore, Laura Melosi, dell’università di Macerata, Andrea Lombardinilo dell’università d’Annunzio e Dante Marianacci, presidente del Centro nazionale di studi dannunziani. L’appuntamento inserisce nelle manifestazioni organizzate, per gli 80 anni dalla morte, per festeggiare il compleanno del Vate, dalla Fondazione Edoardo Tiboni per la Cultura e dal Centro nazionale di studi dannunziani con la collaborazione del Comune di Pescara e del Conservatorio Luisa d’Annunzio. L’ingresso è libero.
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