Il feroce Malmozzetto fermato dall’amore

15 Settembre 2017

Convegno a Sulmona e rievocazione storica a Prezza dell’invasione normanna da Popoli a Corfinio

SULMONA. La vicenda storica di Malmozzetto, avventuriero normanno che mise a ferro e a fuoco la Valle Peligna e la Val Pescara nell’XI secolo al centro di un convegno tenuto ieri a Sulmona e sarà rappresentata nella piazza di Prezza il 21 ottobre, come seconda edizione.
A parlare della vicenda, per dargli una base scientifica il viceprefetto dell'archivio segreto Vaticano Paolo Cherubini; Federica Giordani, dell'Università La Sapienza di Roma e Antonio Alfredo Varrasso studioso di storia medievale di Castiglione a Casauria.
Ugo di Malmozzetto nel 1097 fu arrestato e battuto con uno stratagemma a Prezza, fermando un’avanzata delle truppe normanne da lui comandate che aveva seminato distruzione e lutti in mezzo Abruzzo. Da Manoppello a Tocco da Casauria, da Popoli a Corfinio la sua invasione pareva inarrestabile. Tra i misfatti del comandante normanno la distruzione dell'abbazia di San Clemente a Casauria. «Non quindi una vicenda inventata»,, hanno sostenuto gli storici, «ma un fatto storico che cambiò nel profondo la vita del territorio del centro Abruzzo dell'epoca».
Al convegno erano presenti, a testimoniare l'interesse per la vicenda nei paesi, i sindaci di Popoli, Castiglione a Casauria e Tocco da Casauria insieme al collega di Prezza Marianna Scoccia. Nella rappresentazione storica che si terrà a Prezza il regista Pietro Becattini farà tesoro dei contenuti emersi nel convegno di ieri. La rappresentazione coinvolgerà l'intera comunità locale, avrà il suo centro in piazza Umberto I, saranno utilizzate macchine da guerra dell'epoca e poi la scena più significativa: la comunità di Prezza sconfisse Malmozzetto, arrestando la sua avanzata invitandolo ad un convegno amoroso con la contessa Sansonesca di cui lui si era invaghito. Imprigionato, morì qualche tempo dopo. L'astuzia di una piccola comunità unita alla debolezza umana del grande condottiero concluse una vicenda guerresca che sembrava poter avere esiti più cruenti. Presente al convegno anche l'assessore regionale alle tradizioni locali Donato Di Matteo: «Attraverso la riscoperta delle tradizioni locali», ha detto, «si possono aggiungere tasselli importanti all'identità dei borghi dell'Abruzzo interno che oggi rischiano di sparire per lo spopolamento e per i drammi che hanno vissuto di recente».