Il flauto rock dei Jethro Tull per infiammare il Pescara jazz

L’inossidabile Ian Anderson, 75 anni, con la mitica band al D’Annunzio il 31 luglio In scaletta i successi mondiali e i brani dell’album “RökFlöte” in uscita il 21 aprile
PESCARA. Dopo l’annuncio di Damien Rice, atteso al Teatro monumento D’Annunzio domenica 9 luglio, gli organizzatori di Pescara Jazz aggiungono un nome di prestigio alla line up dell’estate 2023 del festival: si tratta dei Jethro Tull dell’inossidabile Ian Anderson, 75 anni compiuti, che agli inizi della sua carriera fece la scelta felice di abbandonare la chitarra e acquistare un flauto, strumento con il quale viene identificato ancora oggi e che lo distingue dal resto dei musicisti rock.
La band sarà al D’Annunzio lunedì 31 luglio in un concerto targato Best Eventi. Altre date sono state annunciate a Matera (29 giugno), Cattolica (30 luglio) e Caserta (1 luglio), Catania (3 luglio). Sarà l’occasione per portare dal vivo, oltre ai brani più significativi della loro discografia, anche quelli contenuti nell’album in uscita il 21 aprile (per InsideOutMusic/Sony) “RökFlöte”, il 23° della loro carriera. Il nuovo lavoro è composto da 12 tracce ed è basato sui personaggi e sui ruoli di alcune delle principali divinità dell’antico paganesimo norreno, esplorando allo stesso tempo il “RökFlöte” – flauto rock – che i Jethro Tull hanno reso iconico. «Il titolo di questo lavoro ha subìto un paio di cambiamenti lungo il percorso», ha spiegato Anderson. «Ho iniziato con l’idea di un album prevalentemente strumentale per flauto rock, come nella musica rock. Quando si è presentato il soggetto dell’album, sono stato attratto dal termine Ragnarök della mitologia nordica, specie per la loro versione dei tempi finali apocalittici o dell’Armageddon biblico». Di fatto, lo scenario della «resa dei conti finale» è onnipresente e insito, ad esempio, nell’Induismo, nel Cristianesimo e nell’Islam. Ragnarök si traduce come “destino degli dei”, la parte rök significa destino, rotta, direzione. I Jethro Tull apparvero per la prima volta con questo nome nel 1968 nel famoso Marquee Club di Londra e da lì riuscirono a creare immediatamente un largo seguito, suonando su e giù per l’Inghilterra. Il vero successo – anche un po’ a sorpresa – arrivò al Sunbury Jazz e al Blues Festival nell’estate del 1968. Il gruppo registrò e pubblicò il primo album, “This Was”, con la formazione originale: Anderson, insieme a Glenn Cornick, Ian Bunker e Abrahams. Dopo la sostituzione di Mick Abrahams con Martin Barre, circa altri 30 musicisti si sono avvicendati nelle fila dei Jethro Tull, marchio che sopravvive fino ad oggi e dura nel tempo: Ian Anderson si esibisce con la band in genere per circa un centinaio di spettacoli ogni anno in tutto il mondo.