Il Florian fa 30 anni e festeggia in scena con nuovi spettacoli

16 Febbraio 2018

PESCARA. “La chiave dell'ascensore” della scrittrice ungherese Agota Kristof, pezzo di teatro (nella traduzione di Elisabetta Rasy) crudo, nero, sulla condizione umana e sui rapporti di forza che...

PESCARA. “La chiave dell'ascensore” della scrittrice ungherese Agota Kristof, pezzo di teatro (nella traduzione di Elisabetta Rasy) crudo, nero, sulla condizione umana e sui rapporti di forza che accecano gli uomini, interpretato da Anna Paola Vellaccio per la regia di Fabrizio Arcuri, è la prima delle quattro nuove produzioni con cui il Florian Metateatro di Pescara festeggia trent'anni di attività in città e poi in Abruzzo. Dopo l'anteprima viterbese al festival Quartieri dell'arte, lo spettacolo in coproduzione con Accademia degli Artefatti, debutta ufficialmente, questa sera alle 21, al Florian Espace in via Valle Roveto a Pescara, dove è allestito fino a domenica (sabato inizio alle 21 e domenica alle 17.30. Al termine, brindisi di festeggiamento, prima della ripresa dello spettacolo a Roma.
Di seguito, a tamburo battente, sabato 24 e domenica 25 febbraio, allo Spazio Matta, il Florian presenterà l'ultimo lavoro di Enrico Frattaroli dedicato a “4.48 Psycosis” di Sarah Kane, l'anteprima assoluta di “Appunti per un'Odissesa nello sfascio” di Terry Paternoster. Il 2 e il 3 marzo al Florian Espace sarà di scena “Il Ribelle” di Leonardo Rossi con Umberto Marchesani per la regia di Gian Marco Montesano, fondatore del Florian Espace e della Compagnia Florian con Giulia Basel e Massimo Vellaccio, nonché regista di molti spettacoli della compagnia pescarese. Intanto, fervono le prove di “Theatrum Mundi Show” di Pippo Di Marca al debutto in marzo al Tetro India per il Teatro di Roma.
Quattro novità del teatro contemporaneo, in quindici giorni a Pescara, per rinsaldare con rinnovata energia il rapporto privilegiato che il Florian di Giulia Basel e Massimo Vellaccio ha saputo costruire negli anni col suo pubblico «in una città», dicono Basel e Vellaccio, «che è una piccola metropoli, priva di un centro culturale, spesso distratta ma aperta al cambiamento continuo».
Così ieri i due fratelli e complici nell'insistente, creativo, controcorrente, mai interrotto e quotidiano impegno di rinnovare la cultura dello spettacolo dal vivo in città. In trent'anni il Florian, nato il 20 febbraio del 1988 in via Valle Roveto, in uno storico forno trasformato in teatro, è stato un centro di vita artistica e culturale, di produzione, ospitalità, promozione, crescita, interazioni, identità. Quel centro che mancava, appunto. «Una fabbrica intelligente di bellezza, cultura e innovazione», commenta l'assessore alla cultura del Comune di Pescara, Giovanni Di Iacovo, che ha ringraziato l'intera compagine creata dai Vellaccio con una targa da parte dell'amministrazione comunale. Infine, la rassegna “Teatro D'Autore e altri linguaggi” del Florian Metateatro con la direzione artistica di Giulia Basel andrà avanti fino a maggio.
Il biglietto d’ingresso agli spettacoli costa 10 euro; il ridotto, 8 euro; 7 euro per gli allievi di scuole di teatro, danza e musica convenzionate.
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