“Il fuoco della terra”, l’opera di Annunziata

14 Maggio 2019

Dipinti dal 1968 al 2016 della pittrice e scultrice naïve di Tossicia in una mostra che toccherà Pescara, Milano e Teramo

TERAMO. Il potente e lirico racconto per immagini del mondo contadino di Annunziata Scipione, artista ammirata da Cesare Zavattini, va in mostra in tre ampie esposizioni a Pescara, Milano e Teramo.
La grande pittrice e scultrice naïve di Azzinano di Tossicia, nel Teramano, scomparsa a novant’anni il 24 aprile di un anno fa, viene celebrata nella mostra antologica itinerante “Annunziata Scipione. Il fuoco della terra – Opere 1968-2016” ideata e organizzata dall’associazione Big Match, in collaborazione con Naca Arte, in tre sedi: Aurum, Pescara, dal 20 maggio al 10 giugno; Fondazione Stelline, Milano, 10-30 luglio; Fondazione Tercas (sostenitrice dell’iniziativa con Camera di commercio Teramo), palazzo Melatino, Teramo, dal 19 dicembre al 19 gennaio. L’esposizione all’Aurum sarà inaugurata domenica 19 alle ore 18.30 e sarà visitabile tutti i giorni nell’orario 9-13 e 16-19.30 con ingresso libero. Curata dalla storica e critica d’arte Silvia Pegoraro, la mostra “Il fuoco della terra” è corredata da una monografia con oltre 450 opere di Annunziata Scipione. Quasi un catalogo generale della produzione dell’artista contadina, che ha dipinto in olii che esplodono di colori, personaggi, azioni e dettagli, la vita e il lavoro rurali, attraverso i rituali e le usanze dettati dalla religiosità e dal calendario agrario. «È la pubblicazione più completa del lavoro di Annunziata, grazie agli eredi, soprattutto il figlio Piero, e ai tanti collezionisti che hanno messo a disposizione le opere, sia per le mostre che per la pubblicazione», ha sottolineato Pegoraro (curatrice della monografia, con testi suoi e della restauratrice Valentina Muzii) nella conferenza stampa di ieri.
All’incontro era presente il figlio di Annunziata Scipione, Piero Di Pasquale, erede con le figlie Elena e Martina del corpus principale delle creazioni della straordinaria mamma artista. Che aveva generosamente lasciato 22 opere, tra pitture e sculture, al Comune di Tossicia, come ha ricordato Roberto Esposito, assessore alla cultura del paese ai piedi del Gran Sasso: «A lungo non ci siamo resi conto del patrimonio che avevamo. Verrà allestita una sala per Annunziata Scipione nel Museo etnografico, a palazzo Marchesale (chiuso dal 2009, ndc), che contiamo di riaprire in estate dopo i lavori di recupero della struttura danneggiata dai terremoti».
“Il fuoco della terra” attraversa l’opera di Annunziata Scipione dal 1968, dalle prime sculture lignee (ceppi di scarto intagliati), incoraggiata dal marito Ettore, fino al 2016, con gli ultimi disegni a matita o coi pastelli a cera. Nel 2010 l’artista aveva smesso di dipingere a olio ma aveva continuato a disegnare, realizzando ancora opere significative. Le tre mostre non saranno identiche grazie alla grande disponibilità di opere di Annunziata Scipione, le cui quotazioni già alte sul mercato degli amatori sono destinate a salire dopo questa antologica itinerante, che soprattutto nella tappa milanese proietterà il nome dell’artista abruzzese in un ambito potenzialmente internazionale.
«È raro per uno storico dell’arte imbattersi in un lavoro di questa entità e qualità» ha detto Pegoraro. «Annunziata è una vera grande artista e un grande personaggio, da conoscere e approfondire in tutti i sensi. Naïf è un termine ambiguo, invece lei è autenticamente naïve, in quanto il suo è un talento veramente nativo, scaturito proprio dal “fuoco della terra”. Annunziata è il genius loci di questi territori, ha creato una straordinaria enciclopedia antropologica per immagini delle campagne abruzzesi e dell’antica società rurale italiana. In una società totalmente mediatica, che si confronta non col mondo ma con le immagini del mondo, Annunziata ci aiuta a rimetterci in contatto con le radici e la nostra matericità».
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