Il genio di Mozart per l’Osa a Teramo

L’orchestra diretta da Genuini suonerà con i talenti del conservatorio “Braga”
TERAMO. Un impegno a servizio dei giovani talenti del territorio in collaborazione con i tre Conservatori abruzzesi: è ciò che l’Istituzione Sinfonica Abruzzese porta avanti da anni grazie al progetto “Esperienza d’orchestra”. Su questo solco va a collocarsi il concerto dell’Orchestra Sinfonica Abruzzese di questa sera alle 21 a Teramo, Auditorium del Conservatorio “Braga” con ingresso gratuito.
Sul podio il maestro Simone Genuini, grande amico dell’Isa, bacchetta brillante e di grande sensibilità ed esperienza, direttore stabile della JuniorOrchestra di Santa Cecilia, docente del Braga e tra i più qualificati formatori di giovani orchestrali a livello internazionale. Solisti due talenti del “Braga”: la flautista Lucia Tiberini e il clarinettista Giuseppe Paci. Insieme ai professori d’orchestra dell’Osa si esibiranno altri giovani allievi del Conservatorio “Braga” che potranno confrontarsi con un repertorio monografico dedicato ai grandi successi di Wolfgang Amadeus Mozart.
Tre opere concepite dal genio salisburghese in momenti molto differenti della sua vita: la prima è l’Andante in do maggiore per flauto e orchestra K. 315 composta a soli 18 anni con lo scopo di valorizzare al massimo il ruolo dello strumento solista tanto da essere considerato una pagina imprescindibile per i migliori flautisti. Risale invece al 1791, ultimo anno di vita di Mozart, il Concerto in la maggiore per clarinetto e orchestra K. 622, tra le ultime composizioni che il genio di Salisburgo fu in grado di completare e nella quale mostra caratteristiche compositive tipiche della sua piena maturità. Concluderà la serata la Sinfonia n. 40 in sol minore K. 550, fra le più alte composizioni di Mozart, composta nel 1788 in un periodo di grandi delusioni. Ritenuta dai musicisti del romanticismo quasi un irraggiungibile ideale di purezza, in tempi a noi più vicini la critica ne ha sottolineato piuttosto, l’immediatezza espressiva, il languore, il sottile e sotterraneo turbamento che la pervadono, quasi si tratti di un profetico annuncio di tempi nuovi, affrontati in prima persona dal maestro senza reticenze, con tutto il peso ossessivo di tristissime esperienze quotidiane.
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