Il jazz internazionale sbarca al Sirena

Grandi nomi sul palco: domani Enrico Rava con Fred Hersch, domenica il sax di John Surman
PESCARA. Si conclude con due concerti di livello internazionale, imperdibili per gli amanti del jazz, la stagione teatrale invernale dell’Auditorium Sirena di Francavilla al Mare, che ha fatto finora registrare il tutto esaurito per tutti gli appuntamenti previsti in calendario.
Domani sera alle 21 il primo dei due appuntamenti, con Enrico Rava e Fred Hersch; domenica 22 maggio invece, sempre alle 21, sarà la volta di un’altra icona del jazz mondiale, il sassofonista John Surman, accompagnato al pianoforte da Vigleik Storaas. Quattro nomi di assoluto livello che si vanno ad affiancare, nell’albo d’oro degli eventi musicali di Francavilla al Mare, ad artisti come Scott Henderson, gli Yellowjackets, Roberto Gatto, Fabrizio Bosso, Danilo Rea, Daniele Sepe, Paolo Di Sabatino, Flavio Boltro, Javier Girotto, tutti passati per la cittadina adriatica, a confermare la vocazione musicale di una città che è stata patria di compositori eccellenti come Alessandro Cicognini, Ettore Montanaro, del contemporaneo Bruno Zambrini e dello stesso direttore artistico della stagione teatrale del Sirena, Davide Cavuti.
Enrico Rava, pilastro del jazz italiano, nominato “Musicista dell’anno” Top Jazz dalla rivista Musica Jazz, è reduce del successo recentemente riscosso all’Auditorium Parco della Musica di Roma, dove il 3 gennaio scorso ha suonato con altri tre fuoriclasse del jazz: il pianista Danilo Rea, il bassista Dario Deidda e il batterista Roberto Gatto. A Francavilla, invece, il trombettista ottanduenne dividerà il palco con il quindici volte candidato ai Grammy Award Fred Hersch. Con più di cinquanta album all’attivo, lo statunitense Hersch, tra i tanti riconoscimenti ottenuti, è stato nominato pianista jazz dell’anno 2016 e 2018 dala Jazz Journalists Association; Prix Honorem de Jazz nel 2017 e artista jazz internazionale dell’anno 2021 per Jazz Magazine (Francia).
Domenica prossima, invece, la scena sarà tutta per John Surman, l’altra faccia del sassofono nordico, quella che meglio si contrappone all’egemonia sonora patinata di Jan Garbarek. Nato in Inghilterra, nel Devonshire, nel 1944, Surman irrompe sulla scena musicale britannica negli anni Sessanta, riuscendo a viverne anche l’eccitante ondata rock. Difficile incasellare Surman, che ha saputo esprimersi con la massima eloquenza dai territori della più libera improvvisazione a quelli della musica modale o delle più levigate sonorità d’ambiente. Al concerto per il Teatro Sirena lo troveremo in compagnia del pianista norvegese Vigleik Storaas. La collaborazione tra i due risale alla prima metà degli anni Novanta (nel Nordic Quartet, immortalato anche su un disco ECM). Oltre alla frequentazione con Surman, Storaas si è fatto notare al fianco di Norma Winstone, Terje Rypdal, Niels Henning Ørsted-Pedersen, Chet Baker, Jack DeJohnette e Warne Marsh.
