Il laghetto di Camarda sul Gran Sasso

Si parte dalla strada che collega Assergi al Passo delle Capannelle
Le nostre montagne sono ricche di acqua: torrenti, ruscelli e laghetti. In primavera con lo sciogliersi delle nevi l’acqua corre freddissima sulle pendici dei monti e spesso si ferma a riempire invasi. I laghetti del Gran Sasso hanno sempre qualcosa di misterioso che li rende affascinanti. Si incontrano quando meno te lo aspetti ad altitudini anche considerevoli e ogni volta ci si chiede se siano perenni o stagionali. Uno di questi è il laghetto di Camarda che sul Gran Sasso si trova tra il Monte Jenca e il Pizzo di Camarda.
Per andarlo a trovare si possono percorrere diversi sentieri, quello su cui passeremo è leggermente più lungo di altri, ma molto panoramico e meno ripido.
Partiamo dalla Strada Provinciale 86 che collega Assergi al Passo delle Capannelle, all’altezza delle acque del San Franco e ci dirigiamo verso il Belvedere che raggiungiamo in 1 ora a quota 1789m. Da qui si può cominciare a godersi il panorama che spazia da Campotosto al Terminillo e dal Velino alla Majella e verso ovest il Monte San Franco. E si comincia a salire sul sentiero 111, verso est sul filo di cresta che, anche se più impegnativo, farà scoprire panorami immensi. Si cammina paralleli al massiccio del Velino che si erge sopra agli altri monti come una piramide solitaria e davanti cominciano a scorgersi tutte le elevazioni più belle del Gran Sasso.
In poco più di un’ora dal Belvedere del San Franco si giunge sul Monte Ienca, 2208m: magnifica veduta sul Monte Corvo, la Cima del Venacquaro, Intermesoli e il Corno Grande. Affacciandosi verso est, in basso, si scorge il Piano di Camarda e l’omonimo laghetto (2054m), proprio sulla sella tra il Monte Ienca e il Pizzo di Camarda. Il Laghetto è ghiacciato d’inverno ed accoglie nella buona stagione molte mandrie di bovini e cavalli. Il Piano è molto suggestivo: si trova infatti a cavallo tra sud e nord, tra le valli del Vasto e del Chiarino del massiccio del Gran Sasso, così diverse tra di loro e altrettanto stupende. Arrivati al Lago (20 minuti dal Monte Ienca) non si può fare a meno di salire, seguendo ancora il sentiero 111, sul Pizzo di Camarda (2332m-3 ore circa dalla partenza) la cui cresta nord sprofonda nella stupenda Valle del Chiarino dominata dal Monte Corvo e le sue stupenda selle, quella del Corvo e del Venacquaro. Dalla cima si ammira tutto il mondo, tutte le cime più suggestive del Gran Sasso che si mescolano quasi, in un girotondo fantasioso.
Dal Pizzo di Camarda, per tornare indietro si scende di nuovo sul laghetto e, invece di risalire sul Monte Ienca, si prende il sentiero 118 che aggira la vetta, passa per Fonte del Procoio a quota 1907 e si ricongiunge al sentiero 111 che riporta al Belvedere e poi di nuovo sulla Strada Provinciale 86 (totale circa 18 km)
Questa parte occidentale del Gran Sasso è stupenda da percorrere per intero sul crinale, dal Belvedere del San Franco, il sentiero 111, infatti, corre poi sulle Malecoste, il Cefalone ed arriva fino alla Portella. È lungo, molto impegnativo ma a chi lo ha percorso ha suscitato la stessa suggestione: quella di volare.
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