Il maestro Bonolis dirige “Gianni Schicchi” dei giovani

CHIETI. «Un cast giovane e di qualità, un'operazione che esula dallo “star system” e che dà l'occasione a giovani che hanno studiato in Abruzzo di debuttare con un'opera di rilievo, quale è il...
CHIETI. «Un cast giovane e di qualità, un'operazione che esula dallo “star system” e che dà l'occasione a giovani che hanno studiato in Abruzzo di debuttare con un'opera di rilievo, quale è il “Gianni Schicchi” di Giacomo Puccini». Così il direttore d'orchestra Gabriele Bonolis – noto a livello internazionale e per le collaborazioni con personaggi del calibro di Ennio Morricone, Hans Werner Henze e Roman Vlad – sintetizza l'essenza dell'allestimento dell'opera che, insieme a "Il Telefono" di Gian Carlo Menotti, andrà in scena domani, 5 dicembre, ore 20.30 e domenica 7 (ore 17.30).
Bonolis, 46 anni, abruzzese di origine – padre di Teramo e madre di Fossacesia – e romano d'adozione, debutta al Marrucino con quello che definisce il «Gianni Schicchi dei giovani», dirigendo orchestra e interpreti in un'opera che, a suo parere, è «un distillato purissimo di conoscenza del teatro musicale da parte di Puccini. Un lavoro», sottolinea il maestro, «che ha rappresentato per il compositore lucchese ciò che la grandezza del Falstaff ha rappresentato per Giuseppe Verdi».
"Gianni Schicchi" è stato abbinato a "Il Telefono" di Menotti, «un'opera di semplice ascolto e di raffinata fattura». Nel caso dell'opera di Menotti i due interpreti sono stati scelti dalla direzione artistica in ambito nazionale. La regia è di Ferenc Anger, direttore artistico del Teatro dell'Opera di Budapest. «Il cast», osserva Bonolis, «è il risultato di una convenzione del Teatro Marrucino con il Conservatorio “Luisa D'Annunzio” di Pescara. Il direttore Massimo Magri ha lavorato in maniera seria, selezionando dei giovani, allievi ed ex allievi del conservatorio. Io sono stato alle audizioni per scegliere i personaggi e non posso che esprimere un plauso a questa operazione. Anche il regista Anger», preannuncia Bonolis, «ha impostato una regia innovativa, giovanissima. L'Orchestra Sinfonica Abruzzese è di primissimo livello», aggiunge.«Spiccano delle ottime individualità e la compagine ha una disciplina e una compattezza degne di un gruppo cameristico. Ho cercato di fare un lavoro di pulizia musicale nel Gianni Schitti», spiega Bonolis, «per liberare l'opera da alcune stratificazioni di lettura errate entrate nel gusto generale. Un'estrema attenzione alle indicazioni ritmiche delle parti vocali si è resa necessaria per ridisegnare le linee musicali nel loro naturale alveo drammaturgico. In questa opera è essenziale rispettare pedissequamente piccoli, ma fondamentali elementi», sottolinea, «la scelta di certe figurazioni ritmiche da parte di Puccini corrisponde anche a precise intenzioni drammaturgiche. Per la parte orchestrale, il morbido ed espressivo suono dell'Isa mi permette di creare un'atmosfera ideale per sostenere e esaltare le vocalità». Nell’opera si concentrano situazioni opposte, atmosfere esilaranti, momenti di dolcezza e di rudezza. La miscela di questi elementi ha dato origine a un perfetto manuale di Opera Buffa. «Un aspetto di grande dolcezza e raffinatezza è nel personaggio di Lauretta, nella celebre aria “O mio babbino caro”», osserva il maestro. “Gianni Schicchi” è un’opera in un atto ambientata nella Firenze del 1299. Schicchi viene chiamato dai parenti di Buoso Donati, ricco mercante appena morto, affinché escogiti uno stratagemma per evitare che l’eredità finisca in beneficenza. Inizialmente Schicchi rifiuta, ma le tenere suppliche della figlia Lauretta lo spingono ad accettare. Decide di simulare la voce del defunto e declina al notaio le ultime volontà, destinando a sè i beni più preziosi.
The Telephone, or L'Amour à trois è un’opera buffa in un atto proprio. La trama: Ben vuole chiedere a Lucy di sposarlo prima di partire ma Lucy è sempre occupata in lunghe conversazioni telefoniche.
(cr.sp.)
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