Il Medioevo dei mestieri della Notte nell’Ilex a Elice

Da domani fino al 14 agosto la sedicesima edizione della manifestazione che rievoca gli antichi i segreti della vita quotidiana in un piccolo borgo
«Il Medioevo mi ha affascinato perché aveva il potere quasi magico di rendermi spaesato, di strapparmi dai problemi e dalla mediocrità del presente e al tempo stesso di rendermelo più vivido e chiaro». Con questa frase, lo storico Jacques Le Goff ha espresso il ruolo fondamentale dell’epoca medievale che è stata il ponte tra la classicità e la modernità. La nostra memoria letteraria e storica si deve al lavoro di conservazione di documenti e opere avvenuto nel Medioevo, i mestieri artigianali hanno acquisito la loro centralità proprio in quest’epoca, l’invenzione dell’aratro, le importanti costruzioni architettoniche e l’espansione dei commerci configurano questo periodo come l’età delle prime “rivoluzioni”. Senza Medioevo la nostra sarebbe una società senza storia.
È per questo che l’associazione culturale Elicethnos, un gruppo composto da ragazzi animati esclusivamente dall’amore per la propria terra, ha scelto di far rivivere proprio il Medioevo a Elice, in provincia di Pescara. Anche quest’anno da domani fino al 14 agosto, infatti, sarà possibile aggirarsi per le mura del borgo alla scoperta dei segreti che ogni angolo nasconde per la Notte nell’Ilex, sedicesima edizione, una delle più importanti rievocazioni in Italia.
Quest’anno la rievocazione medievale punta a recuperare lo spirito iniziale, concentrandosi sulla riproduzione ancora più attenta dei vari mestieri come il fabbro, l’astronomo, lo scalpellino e il tintore, ampliando il numero di spettacoli itineranti e rivitalizzando la piazza del mercato. «Questa scelta», spiegano gli organizzatori della manifestazione, «nasce dalla volontà di mostrare agli spettatori un altro lato del Medioevo, quello della realtà popolare, e di dare così spaccati vividi di vita». La ricerca degli organizzatori ha permesso di inserire, anche quest’anno, figure nuove come quella del barbiere cerusico che, proveniente dall’Inghilterra, oltre a svolgere le sue normali funzioni, si occupava spesso del salasso, che i chirurghi si rifiutavano di praticare, ritenendola un’operazione di importanza inferiore.
«Nelle piazze principali del paese», spiegano ancora gli organizzatori, «in cui il numero degli spettacoli è stato diluito per permettere agli spettatori di godersi la manifestazione nella sua interezza, continueranno a rivivere le rappresentazioni che ormai sono la cifra stilistica di tale manifestazione. Tra le mura del paese continueranno ad udirsi le urla della strega al rogo e del condannato al taglio della mano, gli splendidi rapaci dei falconieri del Re di Siena continueranno a scrutare i cieli, gli odori dei liquori medievali e la lussuria delle meretrici animeranno la taverna, la compagnia dei trampolieri dell’Ilex racconterà leggende antiche e misteriose davanti alla corte, il suono dei tamburi annuncerà importanti novità nel borgo, gli spettacoli di fuoco illumineranno i diversi momenti di un’epoca controversa, come quella medievale. Elice è un piccolo borgo arroccato su una collina, ricco di vicoletti ed angoli che la rievocazione medievale ha saputo rivalorizzare, ridando vita al paese. Proprio per facilitare ai visitatori la ricerca dei luoghi suggestivi e particolari, scelti con scrupolo per le ambientazioni, quest’anno è stata creata un’App che, oltre a essere connessa al navigatore per la ricerca dei posti da visitare nel borgo, permette di acquistare biglietti online, scoprire i segreti delle ambientazioni e gli orari degli spettacoli, cercare i servizi ed esprimere il proprio parere sulla manifestazione».
«Il Medioevo», aggiungono gli organizzatori, «ha per Elice un’importanza fondamentale, ne è permeata in ogni aspetto. Il castello dell’epoca si erge sovrano al centro del borgo, la storia del paese ci racconta di feudatari che si sono avvicendati nel controllo dei suoi territori e anche le eccellenze culinarie affondano le radici in quel periodo. La pasta alla Mugnaia, nata sulle rive del fiume Fino e in particolare ad Elice, prende il nome dai mugnai che producevano la farina nei mulini disseminati lungo questa valle già nel Medioevo. Era il piatto dei contadini, fatto con acqua e farina e condito con olio e peperoncino. È per questo che nell’area sagra è possibile gustare, insieme alle altre specialità della nostra terra, questo tipo di pasta, che, rinnovato nel condimento, conserva la sua forma originaria». L’apertura degli stand è alle ore 19,30. Gli spettacoli da domani al 10 inizieranno alle 21, poi alle 19. Programma: lanottenellilex.com
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