Il Monte Orsello fra l’Ocre e il Velino

Un percorso fra panorami mozzafiato lungo tutta la cresta
Il Monte Orsello del massiccio del Velino divide il bellissimo altopiano di Campo Felice a metà, lasciando ad est il Monte Ocre e a ovest il Monte Velino con la riserva della Duchessa.
Come tutti i monti isolati dal resto del massiccio, il Monte Orsello offre panorami a 360° che si possono godere lungo tutta la sua bellissima cresta. Si tratta di un’escursione facile e di grandissima soddisfazione: 4 km di un crinale spettacolare. L’escursione non presenta alcuna difficoltà tecnica e anche d’inverno il Monte Orsello si raggiunge facilmente indossando ciaspole e ramponi solo nell’ultimo tratto dove in genere la neve è dura e ghiacciata.
Si prende l’uscita autostradale della A24 denominata Tornimparte/ Campo Felice e si prosegue verso la stazione sciistica. Dopo il valico della Chiesola di Lucoli, quota 1616m, si scende fino a raggiungere la Piana di Campo Felice, dove si parcheggia nella località Stazzi, quota 1542m. Dal parcheggio si prosegue per la strada sterrata che fiancheggia un enorme “trampolino” e porta tra doline e resti di antiche operazioni minerarie, verso un boschetto di faggi che si attraversa.
Poco dopo si è sull’altro versante, ad ovest, proprio di fronte al Monte Puzzillo. Da qui si prende un evidente sentiero sulla destra che si snoda dolcemente tra faggi e piccole valli, prati e resti di muri a secco. Proprio in corrispondenza di questi si risale a vista sul crinale che si inizia a risalire senza possibilità di errore.
Si è a quota 1800m e già intorno c’è un palcoscenico da sogno. Ai nostri piedi verso est si distende un bosco fitto fitto di faggi che porta giù, fino a Casamaina poi lo sguardo risale fino a toccare i Monti di Bagno, l’Ocre e verso nord-est appare l’intera catena del Gran Sasso. Saliamo ancora un po’ e si scorgono immensi i monti della Laga e quasi a salutarci i Sibillini. Poi una distesa di valli, di conche e di paesi fino al Terminillo. Saliamo, saliamo ancora. A ovest il grandissimo massiccio del Velino unito alla Riserva della Duchessa. Il crinale non finisce mai: si sale e si scende ma la vetta è un po’ più in là.
Intanto appaiono i grifoni e per seguirli ci voltiamo a prenderci l’abbraccio della Majella e il sorriso del Sirente. Che dire! Non manca nulla, c’è tutto. Compresa la neve dura d’inverno, i fiori d’estate, il muggire delle mucche al pascolo e la distesa di Campo Felice, enorme, splendida, una vera ricchezza di colori, di dune, di aria pulita e voglia di correre.
È raro avere così tanto da un’escursione facile che si conclude in circa 4 ore, ma si vorrebbe non finisse mai. Sui prati al ritorno ci si può fermare ad osservare tutto l’Abruzzo, ad ammirare la sua bellezza, il cielo azzurro sconfinato.
L’ultima volta per arrivare in vetta ho attraversato una nuvola e arrivata sulla cresta lo spettacolo era celestiale: un oceano di nebbia avvolgeva tutto. Città, valli, paesi, colline e montagne.
Da questa spuma bianca, man mano che si saliva spuntavano quasi impertinenti le vette delle montagne più alte. Era stupendo, sembrava un sogno.
E forse lo era.
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