Il murale di De Andrè tra la «sua gente» a Scampia

7 Giugno 2022

NAPOLI. «Scampia è l’esempio di un quartiere popolato dalla gente che Fabrizio ha amato e ha sempre cantato e se è riuscito a esprimersi in un certo modo lo deve alle persone che vivono qui, ha...

NAPOLI. «Scampia è l’esempio di un quartiere popolato dalla gente che Fabrizio ha amato e ha sempre cantato e se è riuscito a esprimersi in un certo modo lo deve alle persone che vivono qui, ha attinto tantissimo».
Così Dori Ghezzi, vedova di Fabrizio De André, nel quartiere periferico di Napoli, davanti al murale dedicato al cantautore scomparso, che lo street artist Jorit sta dipingendo sul grande muro di uno dei pochi nuovi edifici costruiti dal Comune per sostituire le Vele, di cui una già abbattuta ma altre ancora in piedi. «Lui ha vissuto a Napoli per un periodo», racconta Dori Ghezzi, «ha amato Napoli e la Campania ed è stato molto amato qui, per quello che ha detto e per come lo ha detto». Jorit sottolinea l’importanza della valorizzazione delle periferie. «Rino Gaetano (protagonista di un suo murale a Crotone ndr) e Fabrizio De Andrè sono legati da un filo rosso di artisti impegnati, che non avevano paura di schierarsi e dire quello che pensavano. Nelle periferie si parla di riscatto e di speranza e dipingere i loro volti nel quartiere Trecento Alloggi a Crotone e a Scampia a Napoli vuol dire farlo in luoghi perfetti». Un gesto d’arte e un messaggio forte dall’artista napoletano: «Il murale non cambia nulla: può accendere un faro, può arricchire le coscienze. Ma nella sostanza non cambia nulla, qui ci vuole un forte intervento delle istituzioni a livello locale ma soprattutto nazionale». Jorit è nato a Quarto, nella provincia interna di Napoli, ora vive nel quartiere periferico partenopeo di Barra: «In questi anni miglioramenti sostanziali non ne ho visti».