«Il Nastro d’argento a “Mare fuori” grazie all’amore del pubblico»

L’attrice pescarese Lucrezia Guidone nella Serie dell’anno «L’affetto della gente e ora il premio dei critici: sono felice»
PESCARA. «Una serata emozionante, che ci ha riempito il cuore, e un premio prestigioso che viene dallo sguardo attento di critici e giornalisti cinematografici. Il Nastro d’Argento è il coronamento al successo di pubblico per “Mare fuori”, all’esplosione avuta quest’anno dalla serie». L’attrice pescarese Lucrezia Guidone, interprete di talento di teatro, cinema, serie tv, nuovo ingresso nella terza stagione della popolarissima serie prodotta da Rai Fiction e Picomedia col personaggio spigoloso e inquieto di Sofia Durante, ha ricevuto il Nastro insieme al cast di attori, autori e registi di “Mare fuori”, proclamata Serie dell’anno, sabato sera a Napoli nel teatro di corte del Palazzo Reale nella cerimonia finale dei Nastri d’Argento – Grandi Serie, ricca sezione affiancata dal Sindacato nazionale giornalisti cinematografici italiani per il terzo anno allo storico concorso riservato al cinema di sala, che stasera al Museo Maxxi di Roma vivrà il clou della 77ª edizione.
Il Nastro si aggiunge al palmarès dell’artista abruzzese, allieva di Luca Ronconi in patria e dell’Actor’s Studio a New York, Premio Ubu e tanti altri riconoscimenti, dal Duse al Flaiano. Concluse al Piccolo di Milano le repliche dello scespiriano “Romeo e Giulietta” diretto da Mario Martone, in cui era Donna Capuleti, Lucrezia Guidone si è trasferita da metà maggio a Napoli per le riprese della quarta stagione di “Mare fuori”, che vedrà ancora la nuova educatrice Sofia al lavoro nell'Istituto di pena minorile napoletano diretto da Paola Vinci (Carolina Crescentini), alle prese coi giovanissimi detenuti e le complicate dinamiche del penitenziario. Intorno al set della serie record la passione di fan di tutte le età.
«Napoli è una città che adoro, sono felice di trascorrere un po’ di tempo qui», sottolinea l’attrice abruzzese. «La città è bellissima e l’accoglienza è molto calorosa. Ci sono sempre tante persone intorno al set, arrivate anche da altre regioni, per incontrarci alla fine delle riprese. Ma la serie è amata in tutta Italia, ha avuto una risonanza pazzesca».
Lei si è aggiunta in corsa col personaggio di Sofia. Guardava la serie nelle prime due stagioni? Facile o no inserirsi?
Ne avevo sentito parlare e l’ho seguita da spettatrice. Poi ho fatto un rewatch più approfondito quando ho saputo della parte. È stato facile inserirsi, si è creata da subito una bella intesa con tutto il cast, sia artistico che tecnico. Sono stata accolta con affetto.
Sofia è autoritaria, non conciliante, fredda, l’opposto dell’empatica Paola. Come si affronta un personaggio così?
Cerco sempre di mettermi in posizione non giudicante verso il personaggio, andando incontro alle sue luci e ombre. Mi piacciono i contrasti che questa donna porta dentro di sé, i segreti della sua anima più profonda che non sono stati ancora rivelati.
“Luna nera”, “Summertime”, “Fedeltà”, “Mare fuori”, riesce a conciliare gli impegni lunghi delle serie con teatro e cinema?
Cerco di mantenere la triangolazione tra serialità, cinema e teatro, mettendomi alla prova in tutte e tre le aree, che si nutrono reciprocamente. Spero di poter continuare a dialogare con tutti gli ambiti in maniera continuativa. Tutt’e tre assorbono tempo e impegno, è importante conciliare tutti questi lavori con piacere.
La serialità italiana è esplosa anche a livello internazionale grazie alle piattaforme. Qual è secondo lei la carta vincente dei nostri prodotti di fiction?
La grande identità dei progetti italiani, il tocco personale, la visione. La strada è lunga, le piattaforme ti danno la possibilità di essere esportato ma la concorrenza è vasta. Questo è uno stimolo a far bene, a portare avanti le nostre storie oltre i cliché con cui ci rappresentano all’estero.
A Roma nella scuola di formazione teatrale e cinematografica Point Zero fondata dall’attore Ivan Alovisio, è direttrice artistica per la parte cinema. Il primo insegnamento per i suoi allievi?
Guardare i film in lingua originale. E essere tenaci, pazienti, determinati. Questo lavoro mette continuamente alla prova e richiede saldezza nel non lasciarsi scoraggiare dai no, che sono arrivati a tutti noi.