Il nuovo saggio di Giuseppe Profeta

Il 99enne antropologo teramano in libreria con “Empire-Vuotare”
TERAMO. Con il libro Empire-Vuotare Giuseppe Profeta torna al tema dell’acqua e dei vasi, del sistema vascolare sia umano che universale, su cui ha concentrato le sue riflessioni più recenti. Il 99enne professore teramano, decano dei demo-etno-antropologi, ha pubblicato per i tipi delle ortonesi Edizioni Menabò il denso volumetto (76 pagine, 12 euro) in cui, partendo dal comune e semplice binomio “empire-vuotare”, medita su come esso sia il travestimento del binomio quantitativo “aumentare-diminuire”, arrivando quindi a riflettere sulla vascolarità presente nel corpo umano, nella Terra e a livello universale, sfiorando la stessa dinamica cosmica.
Empire-Vuotare segue di tre anni il saggio L’acqua e il vaso. Nella vascolarità universale (sempre D’Abruzzo – Edizioni Menabò), dell’illustre studioso originario di Arsita, 100 anni a primavera, collezionista di centinaia di rari vasi dalle fogge (fitomorfe, zoomorfe, antropomorfe) e materiali più disparati provenienti da tutto il mondo.
Come L’acqua e il vaso anche Empire-Vuotare ha la prefazione di Pietro Clemente, ordinario di antropologia culturale, che scrive: «Mi colpisce che questa riflessione così sistematica di Profeta sull’acqua e i sistemi vascolari accompagni una delle fasi più acute del riscaldamento globale e della siccità. [...] Nel passato i fiumi erano divinità, parte di una concezione sacra del cosmo. È drammatico vedere che questa divinità d’acqua sta morendo. D’altra parte, nella impostazione di Profeta, il nesso tra cultura e natura fa pensare al tema della co-evoluzione tra mondo umano e mondo naturale, proposta dagli studi “territorialisti” in opposizine all’ecologismo, che tende ad ignorare la possibilità di un corretto rapporto tra civiltà umane e natura, presente invece largamente prima dell’Antropocene».

