Il Premio Croce nel nome delle donne

A Pescasseroli la cerimonia di consegna dei riconoscimenti ad Annacarla Valeriano, Flavia Piccinni e Massimo Bubola
PESCASSEROLI. Il pensiero di Benedetto Croce a confronto con i temi della modernità. Potrebbe essere questo il filo conduttore della 13esima edizione del Premio nazionale di cultura Benedetto Croce, che si è concluso sabato a Pescasseroli. I libri premiati, per le tre sezioni del Premio (saggistica, narrativa e letteratura giornalistica) ne sono l’esempio. Da “Malacarne”, di Annacarla Valeriano, (Donzelli), premio per la saggistica, nell’anno del 40° anniversario della legge Basaglia. A “Ballata senza nome”, di Massimo Bubola, (Frassinelli), premio per la narrativa, nell’anno del centenario della battaglia di Vittorio Veneto, che pose fine alla Grande guerra. Ma anche per il libro vincitore della sezione letteratura giornalistica, “Bellissime”, di Flavia Piccinni, dedicato alle baby modelle, nell’anno del “#metoo”.
Ma sono stati anche altri i temi che l’edizione 2018 del Premio ha messo sotto i riflettori. Dal cinquantesimo anniversario del ’68, discusso con il giornalista Giampiero Mughini, autore del volume “Era di maggio”; alla politica di coesione territoriale, con particolare riferimento alla quantità e qualità dell’uso dei fondi europei nel mezzogiorno d’Italia, appuntamento realizzato in collaborazione con l’autorità di gestione Ipa Adriatic diretto da Paola Di Salvatore. Poi il premio alla memoria, dedicato al grande storico Rosario Villari, scomparso nel 2017, una occasione per riflettere sul senso della storia in un periodo nel quale sembra che l’Europa abbia dimenticato le proprie radici e la notte buia dalla quale è nato il progetto di unità.
Il Premio nazionale di cultura Benedetto Croce si avvale, nella definizione dei vincitori, di 24 giurie popolari, sparse in ogni angolo d’Abruzzo, che coinvolgono complessivamente 1250 studenti e componenti associazioni culturali. Una giuria rappresenta il penitenziario di Sulmona. Accanto alla giurie popolari quella ufficiale, presieduta da Natalino Irti e Composta da Dacia Maraini, Luca Serianni, Nicola Mattoscio, Costantino Felice, Alessandra Tarquini e Gianluigi Simonetti.
Nella giornata conclusiva, i vincitori e gli ospiti hanno potuto visitare Palazzo Sipari, dove Benedetto Croce nacque, grazie alla collaborazione con la fondazione Eminio e Zel Sipari. Erano presenti alla premiazione una delegazione dell’amministrazione comunale teramana, in omaggio alla concittadina Annacarla Valeriano, il presidente dellas Regione, Luciano D’Alfonso, e delegazioni provenienti da tutte le città e i paesi sede delle giurie popolari. E sono stati gli stessi docenti a porre le domande ai premiati. «Oltre al livello dei dibattiti», ha detto il sindaco di Pescasseroli, Luigi La Cesa, «siamo consapevoli di aver costruito una iniziativa culturale della quale l’Abruzzo ha bisogno. Il nostro rapporto con le scuole, i docenti, i ragazzi ne è la testimonianza». «Si dice spesso che in Italia si legge poco», ha conclusi Luca Serianni, Luca Serianni, linguista e membro della giuria, «portare ai ragazzi un testo, e chiedere a lui o a lei di giudicarlo ci sembra una ottima promozione della lettura, a cominciare dal periodo scolastico».
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