Il profumo d’Abruzzo nei cocktail d’autore

10 Settembre 2015

Drink con genziana, zafferano, rose di montagna e lavanda

PESCARA. Spruzza, annusa, bevi. Ancora spray e ancora un sorso. Una ubriacatura olfattiva che inebria i neurorecettori prima di accostare le labbra al bordo del calice. Ma che sia di cristallo fine, il bicchiere, sinuoso ed elegante per garantire la più immediata percezione sensoriale. Un gioco raffinato che profuma di rose selvatiche, lavanda, menta, salvia, rosmarino, timo, origano.

E' la montagna d'Abruzzo che si racconta in forma liquida, affidandosi alle alchimie del gusto di un conoscitore di prodotti e produttori di qualità sul territorio, Carlos Casasanta (nella foto in alto), origini venezuelane, in Abruzzo dal 1992, studi accademici a indirizzo gastronomico e un corso di gastronomia e creatività a Madrid, supervisionato dal genio di Ferran Adrià. Per gli amanti del bere miscelato, quest'estate, Carlos ha messo a punto diverse idee di cocktail senza mai perdere di mira il gusto fresco e tonificante della montagna abruzzese, aquilana in modo particolare, suo habitat prescelto.

«L'Abruzzo è talmente ricco di paesaggi e di prodotti che ne esprimono profumi e carattere, che combinarli insieme è stato un gioco stimolante e divertente», conferma lui. E lo dimostra in queste sei raffinate ricette di cocktail raccolte nella pagina che segue per i lettori del Centro.

Genziana, zafferano, rose di montagna, fresca lavanda, erbe aromatiche «raccolte dalla siepe davanti casa, a Bugnara» sono evidentemente protagoniste di original drink, grande fragranza e basso tenore alcolico. Che il nostro bartender ha voluto equilibrare, insieme agli ingredienti di base di ogni cocktail, con il fine perlage di bollicine del territorio (Cantina Collefrisio, di Frisa), la tradizionale ratafia di marasche, e perfino le note fresche e cremose della nuova birra bianca del microbirrificio agricolo Golden Rose di Pianella. “Cucina liquida”, esperienza inedita e strepitosa. Da ripetere. Un gioco a rincorrere gusto e retrogusto supportati dalla boccettina spray in cui Carlos ha riversato (24-48 ore prima, per infusione) le note portanti del drink.

Aperitivi per tutte le ore, perfetti anche per pasteggiare accompagnando con sapori del territorio, va da sé. Ma anche in abbinamenti stile global, sushi o foie gras, come nel caso del gin tonic – passione di ogni buon bevitore – aromatizzato allo zafferano di Fagnano Alto, «altitudine maggiore rispetto alla Piana di Navelli, sapore più concentrato», precisa Carlos. Diverse le possibilità di declinazioni aromatiche, diversi anche gli abbinamenti gastronomici, che confermano il gin tonic un drink a tutto pasto: risotto, tortino ricotta e zafferano, uovo panato e fritto e scaglie di tartufo, sushi roll con tempura.

Importanti raccomandazioni: scegliere acqua di sorgente, o comunque pura e demineralizzzata, per fare il ghiaccio. Che deve essere abbondante, cubetti grandi e ben freddi – meno 8°, ideale meno 20° - così da sciogliersi più lentamente evitando di annacquare il drink. Che non va mai bevuto con la cannuccia di plastica, ma sorseggiato dal calice di vetro più fine “per garantirne la percezione totale”. Non senza uno, due, anche tre spruzzi della stessa essenza sul bicchiere.

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