Il ragazzo perduto di Bercot apre le danze a Cannes

14 Maggio 2015

CANNES. Un anno fa l'apertura glamour con Grace di Monaco e Nicole Kidman star del Festival di Cannes, quest'anno tutto un altro tono con il film fuori concorso La Tete Haute (A testa alta), di...

CANNES. Un anno fa l'apertura glamour con Grace di Monaco e Nicole Kidman star del Festival di Cannes, quest'anno tutto un altro tono con il film fuori concorso La Tete Haute (A testa alta), di Emmanuelle Bercot, un film che con il linguaggio del documentario racconta una storia dura e toccante, immersa nella realtà di quel disagio giovanile di cui sono piene le città europee. Un debutto “realistico” che fa discutere anche se a salire i gradini della Montée des Marches c’è per questo film Catherine Deneuve, una signora di Francia.

Al centro c'è Malony, Rod Paradot un ragazzino di una qualunque banlieu che comincia a conoscere assistenti sociali e giudici minorili quando è ancora un bimbetto. La madre (Sara Forestier), giovane e fragile, deve crescere lui e il fratellino, arrangiandosi. Senza padre e con una mamma così, Malony è il tipico caso di ragazzo che sarà presto perduto, che abbandonerà la scuola e si metterà nei guai. Cosa che avviene puntualmente e più volte. Ma sulla sua strada, in un percorso a dir poco accidentato, pieno di drammi, trova chi a tutti i costi, persino oltre ogni ragionevole pazienza, come una giudice minorile (la Deneuve) e un educatore (Benoit Magimel) prova a recuperarlo e ad offrirgli un futuro che non sia il carcere. «È un inno al sistema della giustizia minorile francese, uno dei punti forti di questo paese», ha detto la regista spiegando che si tratta di «una storia di finzione anche se documentatissima. Girare le varie scene del tribunale con i minori in attesa di udienza e circondati da guardie è stato difficile e il finale del film con Malony che con il suo bebè in braccio se ne va al suo futuro percorrendo per l'ultima volta questi corridoi pieni di ragazzi come è stato lui, è molto simbolico».

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