“Il Sargon”, ecco l’opera di esordio di Francesco Riccardi

8 Giugno 2024

Il libro del giovanissimo autore di Subiaco pubblicato per i tipi della casa editrice Kimerik, nella collana In Cantus

AVEZZANO. È uscito per i tipi della casa editrice Kimerik, nella collana In cantus, il libro Il Sargon, opera d’esordio di Francesco Riccardi che mescola elementi di epica e tragedia, centrata in un contesto bellico, denso di intrighi politici, ma anche di complessi problemi di coscienza, sviluppati attraverso vicende accentuatamente ricche di pathos.
Francesco Riccardi, nato a Subiaco nel 2003, attualmente risiede a Roma, dove frequenta il secondo anno di Medicina e chirurgia all’Università La Sapienza. Alla scrittura unisce la passione per la musica e per il teatro.
Scrive del libro Antonio Di Legge, artista ed esperto d’arte marsicano: «La lettura de Il Sargon mette nostalgia e meraviglia circa la capacità che, in un idioma da tempo dimenticato, fa percepire e insieme vivere le scene che racconta con tanta dovizia e passionalità. Il percorso predominante è che, attraverso un passato così lontano , non si riesce ad essere neutrali di fronte ai sentimenti che condiscono ogni scena.
La coscienza di ogni personaggio è il punto di partenza e di arrivo che caratterizza e confeziona ogni individualità
Infatti se si parla di amicizia ne risalta l'essenza, se si parla di guerra ne sottolinea l'ardore e la fedeltà al servizio, e se si parla d'amore si sublima ogni contorno rendendolo evanescente ed insignificante di fronte al valore più alto che esso rappresenta e dandogli il costo che merita, che è quello della vita.
Amor che prendi 'l cor e ne fai fuoco
Gli amanti che pelle sfiorano stretti,
fregi di Luna e di fiamma vestiti:
tutto s'inebri d'ardor e passione.

E ciò che più sorprende è che, tutto questo esce dal cuore e dalla mente, edificandosi, di un autore così giovane, ventenne. C'è chi si porta dietro le reminescenze scolastiche perché non ha potuto ovviare e scantonare i racconti mitologici scolastici di quegli autori che sapevano esprimersi e comunicare solo in quel modo.
Ritrovarsi un'opera dove l'autore ragiona pensa e scrive in un modo, ove i suoi coetanei trovano difficoltà a pensarlo, sembra essere il manierismo di un'anima di quei tempi ora reincarnatasi.
Vale pertanto veramente la pena gustare questo lavoro e apprezzarne quei sentimenti che riesce a stimolare nel lettore.
Sargon mai
lasciò che alcuno giungesse a me presso, ma
or che io vedo te, stretta a me ti voglio».