Il sequestro Moro diventa una serie tv

23 Settembre 2017

Bellocchio: protagonisti saranno quelli che agirono fuori della prigione

ROMA. Marco Bellocchio torna sul caso Moro e lo fa con una serie tv che si intitolerà “Esterno notte”. «Una serie che è il “controcampo” di “Buongiorno, notte”», dice il regista, e racconterà i 53 giorni del sequestro, della prigionia, e dell'assassinio di Aldo Moro, stando però fuori dalla prigione».
In “Buongiorno, notte” - il film del 2003 presentato in concorso alla Mostra di Venezia - il regista aveva raccontato la storia del sequestro Moro nel 1978, da parte delle Brigate Rosse (con uno straordinario Roberto Herlitzka nei panni dell’uomo politico della Democrazia cristiana), vista dai suoi carcerieri, interpretati da Luigi Lo Cascio e Maya Sansa, ispirandosi in particolare al libro dell'ex brigatista Anna Laura Braghetti, “Il prigioniero”.
Ora, dopo “Il traditore” (il film sul pentito di mafia Tommaso Buscetta di prossima realizzazione), Bellocchio metterà mano, nel 2018, a questa sua prima serie televisiva che ha il titolo di “Esterno notte” «perché», spiega il 78enne regista piacentino, «stavolta i protagonisti saranno gli uomini e le donne che agirono fuori della prigione, coinvolti a vario titolo nel sequestro, la famiglia, i politici, i preti, il Papa, i professori, i maghi, le forze dell'ordine, i servizi segreti, i brigatisti in libertà e in galera, persino i mafiosi, gli infiltrati... Protagonisti celebri, sempre in tv e sui giornali, ma anche sconosciuti».
E aggiunge Bellocchio: «Di questi personaggi racconterò le storie, più private che pubbliche, durante il sequestro, per cercare di salvarlo, per far finta di salvarlo, boicottando apertamente o segretamente ogni trattativa per salvarlo, fino al tragico grottesco delle sedute spiritiche e dei viaggi all'estero per consultare dei sensitivi che potessero dare delle informazioni utili sulla prigione eccetera». Spazio ancora al «grande teatro televisivo durante quei 53 giorni, con milioni di spettatori attaccati alla tv (e anche i giornali aumentarono le tirature, vedi il boom di Repubblica) in cui tutti facevano pronostici pubblicamente o in cuor loro», sottolinea ancora il regista dei “Pugni in tasca”, «e si pregava nelle chiese per la salvezza del presidente e si facevano appelli da San Pietro per la vita di colui che, come Cristo, “doveva morir”. Perché nulla potesse cambiare non solo nella politica, ma soprattutto nella mente degli italiani».
Il progetto “Esterno notte” prenderà forma nel 2018, nel quarantesimo anniversario della morte di Aldo Moro per mano delle Brigate Rosse.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.