Il teatro multicolore in scena a Guardiagrele

3 Settembre 2017

Laboratorio multirazziale con artisti professionisti e migranti selezionati nei Centri di accoglienza abruzzesi

GUARDIAGRELE. Un modello di integrazione sociale attraverso l’arte. Il linguaggio universale della cultura teatrale utilizzato come collante e capace di indurre lo spettatore all’osservazione di aspetti altrimenti invisibili della realtà: uno strumento di conoscenza e coscienza verso una vita sociale più armonica. Tutto questo è il laboratorio internazionale e interculturale di ricerca e creazione teatrale che parte oggi a Guardiagrele e coinvolge fino a sabato 22 artisti multietnica. Tredici di essi sono infatti professionisti (attori, danzatori, musicisti, cantanti, registi, pedagoghi) selezionati attraverso una call internazionale alla quale hanno risposto 72 candidati da tre continenti; gli altri 9 sono stati scelti attraverso un’intera settimana di laboratori realizzati in sette Centri di accoglienza migranti gestiti dal Consorzio Matrix.
Il progetto “Per un arte vivente a contatto con la comunità” è denominato “In cerca dell’attore antico per un teatro moderno”, con ideazione e direzione artistica del teatro Simurgh
Il gruppo di lavoro, diretto da Fiore Zulli con l’assistenza di Carla Robertson, ha visitato i centri Matrix di Guardiagrele, Gissi, Lanciano, Vasto, Fara Filiorum Petri, Schiavi D’Abruzzo, Torino di Sangro, incontrando circa 200 giovani (uomini e donne) per la ricerca di artisti da inserire nel gruppo. Un pretesto per dare la possibilità ai partecipanti di fare un’esperienza di tre ore di esercizi in gruppo, nello spirito dell’ascolto, del rispetto reciproco, dell’attenzione integrata di corpo e mente, del gioco creativo e del senso dell’umore.
I nove giovani selezionati in base alla predisposizione verso il canto, la danza, la capacità di improvvisare sul momento e la sensibilità artistica, si troveranno ora a lavorare e studiare con professionisti dell’arte scenica e, se lo desidereranno, avranno la possibilità di continuare a formarsi in futuro.
«Un laboratorio di ricerca teatrale con partecipanti di diverse culture, è sempre e soprattutto l’occasione di praticare insieme quella cultura di pace, bellezza e conoscenza di cui oggi abbiamo bisogno non meno che dell’aria che respiriamo», commenta Fiore Zulli
Il gruppo di lavoro è composto da artisti provenienti da Bangladesh, Belgio, Bolivia, Brasile, Giappone, Ghana, Guinea Bissau, Guinea Conakry, Italia, Mali, Nigeria, Polonia, Senegal.
Durante il laboratorio non è ammesso alcun spettatore in sala (presso il municipio) , ma nel pomeriggio di giovedì 7 è in programma una classe aperta a cui sono ammesse persone particolarmente interessate (altri artisti, giornalisti, rappresentanti delle istituzioni, mecenati, operatori sociali, ecc.). invitate dal Teatro Simurgh. La sera tutto il gruppo sarà al “Fez”, locale pubblico guardiese frequentato dai giovani, e darà vita a una festa all’improvviso con canti, danze, musica e improvvisazioni artistiche. Sarà una jam session totale a cui qualsiasi altro artista potrà unirsi. L’obbiettivo è quello di arrivare ai giovani attraverso la festa, ma una festa di qualità artistica e di contenuti di profonda umanità.
Sabato il gruppo degli artisti uscirà per le strade del paese per una “passeggiata” in cui, sotto gli occhi dei passanti, residenti e turisti, faranno delle piccole azioni silenziose basate su specifici esercizi di presenza scenica. La sera darà vita, nella piazza del borgo antico, a una condivisione pubblica dei materiali di testi, danza, canto, maschere e musica creati durante il laboratorio e montati in forma di spettacolo come offerta e incontro con la comunità.