Il Teatro Valle riparte con Mimmo Paladino

Il Teatro Valle, a quattro anni da quando venne liberato dal periodo di occupazione che lo dichiarò «bene comune» e a meno di due da quando passò dallo Stato al Comune di Roma, bisognoso di restauri...
Il Teatro Valle, a quattro anni da quando venne liberato dal periodo di occupazione che lo dichiarò «bene comune» e a meno di due da quando passò dallo Stato al Comune di Roma, bisognoso di restauri strutturali sostanziali, si è riaperto ieri, affidato al Teatro di Roma, tra una fase e l'altra dei lavori, con un'installazione di Mimmo Paladino (il suo “Sipario d'attesa” e i quadri ritratto di 18 drammaturghi da Eschilo a Shakespeare, nella foto, a Fo esposti nei palchi tutt'intorno alla sala) e alcuni tabelloni per ricordare la storia del valle stesso, con la ricostruzione di un camerino con gli arredi rimasti.
«Fatemi esprimere il piacere di una difficile promessa mantenuta nonostante la difficoltà dei lavori che, fatte salve le mille difficoltà tecnico-giuridiche e i mille imprevisti e sorprese che riserva questo tipo di interventi in una struttura storica e di cui non si hanno documentazioni tecniche, vorremmo riuscire a concludere entro il mandato di questa giunta», spiega Luca Bergamo, vice sindaco e assessore alla cultura, aggiungendo che si è lavorato sinora alla ricopertura del tetto, all'accessibilità dei bagni e altri particolari necessari per aprire anche temporaneamente, ma in regola con le norme vigenti di sicurezza. Più o meno per questa prima fase si sono spesi circa 800 mila euro e per le future sono stati stanziati tre milioni, metà dal Comune, metà dal Mibact. Sono previste nei prossimi mesi una mostra dedicata ai «Sei personaggi» pirandelliani, che al Valle ebbero la loro tumultuosa prima assoluta nel 1921, con opere della collezione d'arte contemporanea Re Rebaudengo; la mostra multimediale «Paolo Poli è», con oggetti, documenti, costumi, scene e soprattutto 40 monitor in cui riscoprire le tracce dell'arte e la creatività di questo grande artista che più volte lavorò al Valle. A questo si aggiungono visite guidate animate con attori, incontri-spettacolo sui grandi attori che su quel palcoscenico hanno lavorato, appuntamenti e laboratori musicali.
«Fatemi esprimere il piacere di una difficile promessa mantenuta nonostante la difficoltà dei lavori che, fatte salve le mille difficoltà tecnico-giuridiche e i mille imprevisti e sorprese che riserva questo tipo di interventi in una struttura storica e di cui non si hanno documentazioni tecniche, vorremmo riuscire a concludere entro il mandato di questa giunta», spiega Luca Bergamo, vice sindaco e assessore alla cultura, aggiungendo che si è lavorato sinora alla ricopertura del tetto, all'accessibilità dei bagni e altri particolari necessari per aprire anche temporaneamente, ma in regola con le norme vigenti di sicurezza. Più o meno per questa prima fase si sono spesi circa 800 mila euro e per le future sono stati stanziati tre milioni, metà dal Comune, metà dal Mibact. Sono previste nei prossimi mesi una mostra dedicata ai «Sei personaggi» pirandelliani, che al Valle ebbero la loro tumultuosa prima assoluta nel 1921, con opere della collezione d'arte contemporanea Re Rebaudengo; la mostra multimediale «Paolo Poli è», con oggetti, documenti, costumi, scene e soprattutto 40 monitor in cui riscoprire le tracce dell'arte e la creatività di questo grande artista che più volte lavorò al Valle. A questo si aggiungono visite guidate animate con attori, incontri-spettacolo sui grandi attori che su quel palcoscenico hanno lavorato, appuntamenti e laboratori musicali.