Il tramonto delle Primavere arabe

27 Aprile 2015

Da domani a Sant’Omero giornalisti e studiosi a confronto sul Medio Oriente all’ombra del Califfato

SANT’OMERO. La speranza di una rivoluzione democratica, la repentina disillusione, l'ombra lunga del terrore integralista sulle vite umane e sui simboli della cultura. “Le primavere rubate” è il tema della quinta edizione di Mondo d'autore, ciclo di conversazioni organizzato a Sant'Omero dalla biblioteca comunale Gabriele d'Annunzio e dalla sua direttrice, Grazia Faillace. Tre incontri con storici, filosofi, inviati di guerra, esperti impegnati sul campo, per riflettere sul fenomeno dirompente quanto effimero delle Primavere arabe, successione di eventi che in anni recenti ha scosso i paesi del Nord Africa e del Medio Oriente. L'iniziativa vuol mettere a fuoco cause ed effetti, a lungo e a breve termine, dei moti libertari nei Paesi che si affacciano da sud e da est sul Mediterraneo. Movimenti contrassegnati soprattutto dal coinvolgimento dei giovani e dalla diffusione di notizie in tempo reale grazie alle nuove tecnologie. Con i media tradizionali - giornali, televisioni, radio - censurati dai regimi e i giornalisti locali e stranieri tenuti lontani dai centri della rivolta, sono stati infatti soprattutto i social media - Twitter, YouTube, Facebook - a far conoscere al mondo quanto avveniva nelle piazze arabe, documentando ciò che non sarebbe altrimenti mai filtrato. Si pensi alla rivoluzione verde di Teheran nel 2009 dopo le elezioni truffa, raccontata passo passo dal microblogging dei tweet e dalle immagini drammatiche pubblicate su YouTube.

Il primo incontro è in programma domani (sala Marchesale, ore 18.30, ingresso libero, come per gli altri due appuntamenti). Intorno al tema “L'ombra del califfato sull'area mediterranea” discutono Lucio Caracciolo (direttore della rivista Limes, tra i massimi esperti di geopolitica), Khaled Fouad Allam (sociologo e politico algerino naturalizzato italiano, docente nell'università di Trieste), Amedeo Ricucci (inviato Tg1, sequestrato in Siria nell'aprile 2013 con altri tre giornalisti italiani a opera di Jabhat al Nusra), Marco Ansaldo (vaticanista e inviato di Repubblica), Lorenzo Cremonesi (inviato del Corriere della Sera); coordina Mauro Tedeschini, direttore del Centro. Interventi musicali del cantautore Marwan Samer, studioso della tradizione musicale araba classica.

Secondo appuntamento, “I protagonisti del risveglio arabo: giovani, donne, social network”, martedì 5 maggio: intervengono lo storico Franco Cardini, l'inviato di guerra Domenico Quirico (caposervizio esteri La Stampa, rapito due volte nei Paesi arabi: in Libia e, per cinque mesi nel 2013, in Siria), Francesca Caferri, (giornalista di Repubblica, esperta del mondo arabo), Fabio Bucciarelli, (fotogiornalista specializzato in conflitti e diritti umani), Leila El Houssi, (docente università di Firenze, esperta di storia e culture del Mediterraneo); coordina Costantino Di Sante, storico. Letture del poeta curdo siriano Golan Haji, interventi musicali del duo Paola Falò violino e Paola Marozzi piano.

Terza e ultima conversazione, “Quale futuro dei popoli e delle culture in una civiltà sfregiata”, sabato 6 giugno: relatori il filosofo Salvatore Natoli, Lucia Goracci (inviata RaiNews 24, premio "Antonio Russo" 2008), Giacomo Guerrera (presidente Unicef Italia), l'archeologo e storico dell'arte Paolo Brusasco (studioso dei problemi di tutela del patrimonio archeologico e artistico del Medio Oriente) e lo storico e antropologo culturale Andrea Staid, entrambi docenti dell'università di Genova; coordina Antimo Amore, giornalista Rai. Intermezzi musicali del cantante palestinese Faisal Taher.

©RIPRODUZIONE RISERVATA