“Il transumante”, la storia di Francesco Giuliante

A Castel Del Monte lo spettacolo sul pastore poeta debutta e apre il festival nella Piana di Navelli
CASTEL DEL MONTE. Debutta stasera in prima nazionale a Castel Del Monte, lo spettacolo “La stanza del pastore- Il transumante”, tratto dagli scritti di Francesco Giuliani, di Vincenzo Mambella, diretto e interpretato da Edoardo Oliva, ideato e prodotto da Pierluigi Ruggiero insieme alla Fondazione Aria di Pescara.
Si alza, così, il sipario sul decennale del sisma 2009 “Il borgo, la transumanza, l'enogastronomia: percorsi alla riscoperta della cultura e della storia dell'area montana del Gran Sasso” e sul 60ennale della Rassegna ovini di Campo Imperatore. Un ricco cartellone, quello promosso dai Comuni di Castel del Monte, Calascio, Santo Stefano di Sessanio e Villa Santa Lucia degli Abruzzi, con Usrc, Officina Musicale, Fondazione Carispaq e associazione “Amici della Baronia”. Il primo appuntamento, oggi alle 17, a Castel del Monte, è con la presentazione della ristampa del libro di Francesco Giuliani (Castel del Monte 1890-1970), pastore e poeta, “Se ascoltar vi piace”. Alle 18,15, a Santo Stefano concerto del Marsican Brass Quintet. Alle 21,30, al teatro “Giuliani”, andrà in scena dunque “La stanza del pastore – Il transumante” con musiche originali di Giuliano Di Giuseppe suonate da Pierluigi Ruggiero violoncello, Francesco Pisanelli violino, Luca Trabucchi chitarr, Claudio Di Bucchianico oboe, Giuliano Di Giuseppe tastiere. Si legge nelle note di regia: «Un uomo rimasto solo entra in una stanza. L’uomo è stato un pastore che per gran parte della sua vita ha percorso i sentieri della transumanza, i tratturi, seguendo e vigilando le sue greggi. L’uomo è stato anche un soldatosul fronte del Carso, ha attraversato, dalle retrovie alle trincee e dalle trincee alle retrovie, una guerra, seguendo e vigilando il suo lume della ragione. Ma quella stanza, la sua stanza, nulla contiene di quelle vite: ne’ cimeli, ne’ strumenti, ne’ mappe, ne’ attrezzi; solo parole, quelle dei poeti stampate sulle pagine, suoni melodiosi che lo accompagneranno nel corso degli anni. Sono lì dentro i 400 libri di Chicche ru cuaprare, il soprannome di Giuliani». «Dal racconto di Giuliani», osserva il sindaco di Castel Del Monte, Luciano Mucciante, «emerge la storia antica dei nostri borghi. Cresciuto nel segno della transumanza, si è riconvertito ad artigiano intagliatore di legno. Dall'esperienza di vita pastorale è emersa tutta la saggezza di un uomo di cultura che ha saputo cogliere e narrare abilmente la vita e il sacrificio dei pastori, integrandola con versi e strofe».
«Da aquilano», spiega Ruggiero, «l'idea è stata quella di “riscattare” la figura del pastore troppo spesso identificata, nell'immaginario collettivo, come marginale rispetto agli strati più elevati della società, ma che ha creato il primo sistema proto-industriale aquilano, fondatato sull'arte della lana e sulla filiera della pastorizia, che per secoli, a partire dal 1400, ha posto l'Abruzzo come regione industriale tra le più ricche d'Italia».
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