Il Tsa ricomincia dalla Dublino di Joyce

D’Alatri scopre i suoi piani per il Teatro stabile d’Abruzzo dopo la promozione da parte del ministero
L’AQUILA. «È stato fatto quello che tutti dicono si deve fare e poi non si fa mai». Sono le prime parole di Rinaldo Tordera presidente dell'ormai ex Teatro di Innovazione L'Uovo dell'Aquila il cui atto di liquidazione è stato siglato il 2 marzo. La fine dell'Uovo coincide con la nascita del Tric - Teatro Stabile d'Abruzzo, che ingloba interamente L'Uovo, le sue attività, i suoi dipendenti e il suo know how. Il decreto Valore cultura ha cambiato le modalità di accesso al Fondo unico dello spettacolo, eliminando di fatto i Teatri stabili, quelli di Innovazione e i Teatri privati di interesse pubblico come fino ad oggi intesi. Il rischio in Abruzzo era il declassamento del Tsa.
Così non è stato. E, ieri all'Aquila, è stato presentata la nuova realtà: il Teatro stabile d'Abruzzo è stato riconosciuto dal ministero della Cultura come Teatro di rilevante interesse culturale (Tric) grazie a un’operazione che ha visto in campo il Tsa, L'Uovo, il Comune dell'Aquila, la Regione e il diretto coinvolgimento della senatrice del Pd, Stefania Pezzopane, che ha seguito l'iter che ha portato al riconoscimento del ministero. «Allo stato del decreto che riorganizza il teatro potevamo sopravvivere o rilanciare», ha spiegato la Pezzopane.« La Regione finalmente si è fatta carico di un ruolo programmatore e con il lavoro di tutti ora abbiamo una sola realtà molto più forte». Per ottenere il riconoscimento la presenza dell'Uovo è stata fondamentale, ha portato in dote una storia di teatro per l'infanzia e di innovazione durata 36 anni e mezzo, 7000 repliche e quasi due milioni di spettatori e il teatro San Filippo, in centro storico dell'Aquila, dove sono in fase di ultimazione i lavori di ricostruzione post sisma e adeguamento scenico.
Il progetto premiato dal ministero è su base triennale, come detta la legge, e il direttore artistico del Tsa, Alessandro D'Alatri, in carica da novembre, ha lavorato senza sosta per produrlo. D'Alatri ha preannunciato ieri le tante nuove linee di azione: prosa e nuova drammaturgia, teatro di ricerca e innovazione, interdisciplinarietà, comicità e sociale. «Per la prosa», ha spiegato, «continua la collaborazione con Alessandro Preziosi e per la nuova drammaturgia avremo il nuovo lavoro di Vittorio Franceschi. Per la ricerca il programma è succulento, lavoreremo con l'infanzia, porteremo l'Elektra di Hoffmannsthal di Andrea Baracco; avremo Cesar Brie, una perla da incastonare nel programma, e lo spettacolo di Giancarlo Sepe “Dubliners”, da James Joyce, che dopo essere stato acquisito da noi è stato selezionato dal Festival dei Due Mondi». Tante le novità, come la messa in scena, per la prima volta a teatro, di “Miracolo a Milano” da allestire con realtà del territorio.
Sono stati siglati accordi con il ministero della Giustizia per il teatro nel carcere. Si darà vita al progetto “Cuore di legno” per recuperare ed insegnare l'arte burattinaia. «Inoltre annualmente», ha detto ancora D'Alatri, «faremo selezioni di talenti artistici sul territorio per la creazione di una compagnia stabile». E tra i progetti di interesse anche quello con le radio. Con la supervisione di Anna Pavignano, giovani attori metteranno in scena lavori di giovani autori, con il coinvolgimento delle radio abruzzesi. E poi trasparenza tramite il sito web dell'ente che sarà anche arricchito di materiale video in collaborazione con la sede abruzzese del Centro Sperimentale di Cinematografia. «È un passaggio epocale per la cultura abruzzese»,ha detto il presidente del Tsa, Ezio Rainaldi, «ora lavoreremo perché nella nostra azione entrino nuovi enti e nuovi comuni di tutto l'Abruzzo».
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