Il Vate, Barbara Leoni e la Costa dei trabocchi

In un film documentario della regista Anna Cavasinni la storia dell’Abruzzo fra Ottocento e Novecento attraverso un amore di Gabriele d’Annunzio
Dopo due anni di lavoro, la regista abruzzese Anna Cavasinni ha ultimato la realizzazione del documentario “Gabriele d’Annunzio e la Costa dei trabocchi”. Una breve anteprima del documentario è stata presentata il 12 luglio scorso all’inaugurazione della rassegna Mediterranea, nel porto turistico Marina di Pescara. ’La prima proiezione pubblica integrale del film è in programma, invece, giovedì sera alle 21.30, nel Teatro dei Due Pini a San Vito Chietino, alla quale parteciperà l’autrice.
«L’opera», spiega Anna Cavasinni, «è la prima in assoluto a trattare le connessioni culturali, artistiche e spirituali fra la città di Pescara e la Costa teatina dei trabocchi. Si tratta di un lungo e articolato viaggio di 70 chilometri che in poco più di un’ora e un quarto racconta la nascita e la giovinezza di Gabriele d’Annunzio che già adolescente si proietta nei fermenti di un’Italia finalmente unita e di un Abruzzo che esce dall’isolamento e sperimenta nuove vie di comunicazione, nuovi rapporti nazionali e internazionali. Si parla dunque di poeti, pittori, scultori, musicisti, giornalisti, fotografi del Cenacolo michettiano nato a Francavilla al Mare nel 1880 grazie a Francesco Paolo Michetti, Gabriele d’Annunzio, Francesco Paolo Tosti, Costantino Barbella. Per quanto riguarda l’aspetto paesaggistico, storico e tecnico dei trabocchi, vengono simultaneamente trattati la nascita e lo sviluppo di queste originali macchine da pesca fra Ortona, San Vito Chietino, Rocca San Giovanni, Fossacesia, Torino Di Sangro, Casalbordino e Vasto».
«Così», prosegue la regista, «le trasformazioni e lo straordinario sviluppo di Pescara nell’immediatezza del periodo postunitario si mescolano con le riserve naturali di Vasto e San Salvo e con la pista ciclopedonale. Perno del racconto è la storia d’amore di Gabriele d’Annunzio e Barbara Leoni all’Eremo di San Vito Chietino, ma non solo. Si parla delle escursioni dei cenobiarchi tra Casalbordino, Fossacesia, Cocullo, Scanno, eccetera. Si parla delle modalità di costruzione e di manutenzione di un trabocco ancora oggi praticate da alcuni traboccanti legati a tecniche e materiali tradizionali».
Anna Cavasinni, regista per la Rai, giornalista, antropologa, ha realizzato negli ultimi quindici anni molti documentari in Abruzzo, come la serie “La guerra in casa”, “Transumanze d’Europa”, oppure altri sul mare, su luoghi di culto e su importanti trasformazioni sociali ed economiche nell’Abruzzo del Novecento. Per questi documentari - i più recenti sono Il volto ritrovato di Gesù” e “Il treno degli altipiani” - si è avvalsa della collaborazione del regista Fabrizio Franceschelli (da 25 anni inviato del programma televisivo Chi l’ha visto?) che è anche suo compagno di vita.
«Ma questa su Gabriele d’Annunzio e la Costa dei trabocchi», si ,legge nelle note di presentazione del film, «è una creazione individuale dell’autrice, amante del mare Adriatico sul quale ha in passato girato diversi documentari tra i quali spiccano “La tonnara di Bertino” (1987), “La donna del mare” (2012) e “La Costa dei trabocchi” (2012).
Anna Cavasinni, oltre a praticare le immersioni e le esplorazioni subcquee, ha lavorato per il programma televisivo Linea Blu di Rai1, con il quale ha realizzato servizi in tutti i mari italiani.
Il documentario “Gabriele d’Annunzio e la Costa dei trabocchi” è stato prodotto dall’associazione culturale Territori Link con l’apporto di numerosi studiosi ed esperti. Nel film ci sono interviste a Pietro Cupido, Fernando De Rosa, Licio Di Biase, Franco Di Tizio, Daniela Garofalo, Tobia Iodice e ai traboccanti Franco Cicchetti e Antonio Verì.
«Un contributo significativo», spiega infine l’autrice del film, «è venuto da enti ed associazioni fra i quali la Camera di Commercio di Chieti e Pescara che ha consentito il completamento della edizione e la distribuzione del dvd realizzato in lingua italiana e inglese».
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