Imprese di aviatori: Sirolli, D’Annunzio e il “Siluro Alato”

Il premio Vega al libro “Pionieri abruzzesi dell’aerosilurante” L’autore Eugenio nipote omonimo del celebre pilota di Archi
Raccontando le gesta aviatorie di Gabriele D’Annunzio e di Eugenio Sirolli, ha conquistato a Montecatini il Premio Vega, concorso letterario nazionale di cultura aeronautica e aerospaziale, nell’ambito del BookFest. L’autore abruzzese Eugenio Sirolli, pilota di aerei e idrovolanti, giornalista, storico dell’aeronautica, nipote omonimo del pilota della Seconda Guerra Mondiale, si è imposto con il libro Pionieri abruzzesi dell’aerosilurante. Gabriele d’Annunzio - Eugenio Sirolli. Storia del “Siluro Alato” (LoGisma).
Lo scrittore e aviatore, nato ad Archi come lo zio eroe, è stato premiato sabato scorso nel centro termale toscano dal generale di Brigata aerea Alessandro De Lorenzo. La cerimonia si è svolta dopo il convegno in cui Sirolli ha illustrato i due personaggi straordinari al centro del suo libro e l’arma, ideata dal Vate, che li collega.
«Nella Prima Guerra mondiale d’Annunzio inventò la prima squadriglia al mondo di aerosiluranti, dotati di un’arma che lui chiamò “Siluro Alato”», spiega Sirolli al Centro. «Voleva lanciare il siluro mettendolo su un aereo e non, come avveniva, sulle navi. Ma l’ingegnere Caproni, costruttore dei famosi velivoli, non gli diede un aereo capace di trasportare la pesante arma. D’Annunzio dovette rinunciare, ma in una cartolina scrisse: “Sono sicuro che quest’arma avrà successo nella prossima guerra”». Parole profetiche del Vate. Fu infatti nella Seconda Guerra mondiale che un pilota riuscì a lanciare il “Siluro Alato” ideato da d’Annunzio, e quel pilota era Eugenio Sirolli.
«Il siluro fu lanciato con successo la prima volta il 15 agosto 1940 da Eugenio Sirolli, eroe della Squadriglia Quattro Gatti, così chiamata perché composta da quattro aerei Savoia Marchetti 79. Più capaci, rispetto agli aerei della Grande Guerra, di trasportare il siluro, gli SM79 quel giorno colpirono le navi inglesi nel porto di Alessandria d’Egitto».
Dietro il nome della Squadriglia c’è un aneddoto familiare che Eugenio Sirolli junior racconta. «Il gruppo era formato solo da quattro aeroplani. Quando mio zio tornava ad Archi e raccontava le imprese aviatorie al padre, lui gli diceva: “Ma dove andate, avete le scarpe bucate, non siete attrezzati come gli inglesi, siete quattro gatti!”. E da questa battuta nacque il nome della Squadriglia. Un tenente del gruppo di Eugenio Sirolli disegnò lo stemma dei Quattro Gatti sulla carlinga, stemma che ancora oggi vola sulle nostre teste come emblema del 3° Stormo dell’Aeronautica militare italiana».
Il gruppo dei Quattro Gatti, spiega Sirolli nipote, era composto da una ventina di persone, tra piloti, motoristi, marconisti. I piloti più noti erano Eugenio Sirolli e Carlo Emanuele Buscaglia, audaci pionieri della nuova specialità aerosiluranti, come viene evidenziato nel libro, dove l'autore dedica grande attenzione anche al poeta aviatore D’Annunzio, del quale vengono pubblicate lettere e considerazioni. «Il libro vuole anche essere una celebrazione delle capacità umane portate agli estremi. Negli eventi descritti si esprimono l’intelligenza, la forza, la tenacia ma, soprattutto, il coraggio di questi uomini che hanno aperto nuove strade». Tra i Quattro Gatti c’era il marconista e giornalista Pippo Dondi, le cui pagine sulla storia della Squadriglia, sono conservate nel museo “Casa del pilota” sorto due anni fa ad Archi, sulla via intitolata all’aviatore abruzzese. «Il museo è stato creato grazie alle donazioni dei parenti dei piloti e alla collaborazione dell’Aeronautica. Vi sono cimeli vari, pezzi di aereo, fotografie, libri, oggetti legati anche a d’Annunzio, è un po’ una seconda casa dannunziana. Dopo il convegno di Montecatini molte persone si sono incuriosite e verranno quest’estate a visitarlo. Nel convegno ho anche ricordato che il Vate scrisse il suo primo libro con protagonista un aviatore, il romanzo del 1910 Forse che sì, forse che no, proprio in Toscana, a Pisa, dove viveva in quel periodo».
Lo scrittore Sirolli è un appassionato studioso del d’Annunzio aviatore, affascinato soprattutto dal famoso volo su Vienna, che ha deciso di ripetere: sarà il primo pilota a organizzare una squadriglia aerea, denominata “Fly Story”, che volerà sulle rotte dannunziane. Sirolli ha raccolto le sue ricerche in varie pubblicazioni, tra cui il libro Sulle rotte di Gabriele d’Annunzio (Menabò 2009) e fa conoscere il poeta soldato in convegni e mostre in tutto il mondo. A Pescara, sulla rotonda alla fine est della Tiburtina, nel largo Eugenio Sirolli, il monumento dell’artista Abele Vadacca sintetizza la storia del “Siluro Alato”.
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