In Abruzzo sulle tracce del culto di Ercole

11 Novembre 2018

Domani su Rai Storia il programma “Italia. Viaggio nella Bellezza” esplora le tracce nella regione del mito dell’eroe semidio 

Il santuario di Ercole Curino a Sulmona, le rovine del santuario di Ocriticum a Cansano, i resti delle fonti di Sant’Ippolito a Corfinio, il tempio italico di Castel di Ieri, il valico di Forca Caruso e lo spettacolo di Alba Fucens sono le perle abruzzesi protagoniste della puntata di “Italia. Viaggio nella Bellezza” in onda domani sera alle 21.10 su Rai Storia.
“Sulle tracce di Ercole”, la puntata a cura di Marta Saviane con la regia di Eugenio Farioli Vecchioli, esplora paesaggi e scenari dell’Abruzzo interno, aree sacre e santuari dedicati a Ercole lungo l’antica via Tiburtina, testimonianze del mito di Eracle, l’eroe semidio delle dodici fatiche, costellano le vie della transumanza dagli Appenini abruzzesi al Foro Boario di Roma. Tracce archeologiche che rappresentano la straordinaria testimonianza di quanto Ercole fosse venerato dai popoli italici della valle peligna, dall’Abruzzo sino a Roma. «Luoghi di straordinaria bellezza eppure poco noti, veri e propri paesaggi archeologici incastonati tra scenari meravigliosi», sottolineano gli autori del programma realizzato in collaborazione con il Mibact.
Ercole, l’eroe delle dodici fatiche è stato senza dubbio il primo “supereroe global” della Storia, si racconta nella puntata. Un eroe destinato all’Olimpo. Non c’è civiltà del mondo antico mediterraneo che non l’abbia inserito nel suo pantheon. Celebrato ancora oggi da film e fumetti, il possente semidio è rappresentato armato di clava e vestito con la pelle di leone. «Ma», di chiedono gli autori, «cosa sappiamo veramente di lui? Quali sono le tracce archeologiche che ha lasciato in Italia? Nel segno di Ercole ammireremo anche importantissimi manufatti archeologici e veri e propri capolavori dell’arte custoditi nei musei abruzzesi e di Roma». Come l’Ercole Curino in bronzo, di Sulmona, e il colossale Ercole Epitrapezios in marmo di Alba Fucens, custoditi nel Museo archeologico nazionale di Chieti; la ricca collezione di oggetti votivi conservata nel piccolo museo civico di Corfinio e nel Museo archeologico di Sulmona. La statue di Ercole dei Musei Capitolini di Roma, un capolavoro come l’Ercole e Lica di Canova, alla Galleria nazionale d’arte Moderna di Roma. Per arrivare alle meno note raffigurazioni etrusche di Ercole conservate al Museo nazionale etrusco di Villa Giulia, addirittura a un Ercole che compare accanto a Buddha in un bassorilievo dell’arte del Gandahara, conservato al Museo delle civiltà di Roma.
«Un percorso affascinante», concludono Saviane e Farioli Vecchioli, «che ci farà conoscere un Ercole diverso da quello distante della mitologia, un eroe protettore delle greggi e della transumanza, e del commercio. Insomma, la figura di una divinità che in realtà coglie le esigenze più intime dell’uomo, quelle della lotta quotidiana per l’esistenza».
Abbandonati i luoghi abruzzesi, il percorso arriva al maestoso Santuario di Ercole Vincitore a Tivoli, il più grande santuario costruito lungo la via Tiburtina: un enorme complesso eretto nel II secolo a.C. nell’estremità occidentale dell’antica Tibur. Da Tivoli al Foro Boario, il più grande mercato di bestiame dell’antichità e una delle aree sacre più importanti della città antica. Il viaggio si conclude davanti ai resti del tempio di Ercole a Ostia Antica.
La puntata di domani del programma è stata realizzata con la consulenza scientifica degli archeologi Giulio Fratini e Francesco Moriconi. Gli altri esperti intervenuti sono Rosanna Tuteri, Emanuela Ceccaroni, Filippo Coarelli, Andrea Bruciati, Flora Panariti.
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