«In scena d’estate tra Ovidio e Saint-Saëns»

Il direttore del Teatro dei Colori di Avezzano: «Pronti a ripartire ma ci vogliono nuove regole»
Si è rimessa in moto la macchina del Teatro dei Colori di Avezzano. Dopo lo stop forzato, dovuto all’emergenza coronavirus, il centro di produzione, ricerca e pedagogia nello spettacolo è al lavoro per ripartire con i numerosi progetti artistici, in Abruzzo ma non solo.
«Stiamo riformulando i nostri appuntamenti in base alle norme anti-Covid e riorganizzando il calendario estivo con i nostri festival. Abbiamo in programma diversi appuntamenti tra luglio e agosto», annuncia il direttore artistico, Gabriele Ciaccia. Tra le iniziative in programma ci sarà sicuramente la nuova edizione del festival di teatro per ragazzi “Fiabe al Parco”, a Pineto, una rassegna molto apprezzata. «Stiamo riattivando il percorso che, a causa del blocco legato al virus, abbiamo dovuto sospendere», spiega Ciaccia. «Lavoriamo con i Comuni di Avezzano, Pescina, Tagliacozzo, Celano, Pineto e siamo attivi in tutta Italia. Tocchiamo, ogni anno, mediamente circa 15 regioni italiane. Stiamo cercando di recuperare le date perse a causa dell’emergenza. Siamo una compagnia di produzione, con artisti navigati ma anche molti giovani. Abbiamo sempre immaginato il Teatro dei Colori come una grande palestra di formazione. Il nostro è un vero e proprio teatro di ricerca». L’associazione Teatro dei Colori Onlus nasce nel 1987 ad Avezzano. La Compagnia svolge attività in concerto con la Regione Abruzzo. Lavora in sinergia con la Provincia dell’Aquila e con comunità montane e comuni, promuovendo rassegne teatrali annuali. Ha realizzato diversi progetti in collaborazione con il Teatro stabile d’Abruzzo. Dal 1996, l’associazione ha attivato il Centro di produzione, ricerca e pedagogia nello spettacolo, in collaborazione con la Regione Abruzzo e il Comune di Avezzano. Ha attivato collaborazioni con l’Accademia nazionale d’arte drammatica Silvio D’Amico di Roma, l’Università de L’Aquila e il Dams di Bologna.
«Tutto parte dalla nostra voglia di arte», dice Ciaccia. «A Sulmona abbiamo avuto Achille Ricciardi, che ci ha regalato il “Teatro del colore”: un padre della ricerca artistica che diventa teatro. Il lockdown ci ha dato anche l’opportunità di riprogettare l’aspetto multimediale, che offre un grandissimo potenziale. Ho sempre amato sperimentare in teatro. L’esperienza più importante, in questo senso, l’ho fatta quando insegnavo all’Accademia Silvio D’Amico, con la tecnica del Motion Capture, in “Mutatas dicere formas”, dalle Metamorfosi di Ovidio».
Un testo classico, rielaborato con le nuove tecnologie, uno spettacolo incentrato sul teatro e la multimedialità in cui l’attore interagiva con la sua immagine elettronica, che è andato in scena anche in Abruzzo. Tra le proposte che il Teatro dei Colori stava portando in tour prima del lockdown, c’è lo spettacolo di teatro nero “Carnàval”, dal Carnevale degli animali di Camille de Saint-Saëns. Tra le collaborazioni portate avanti dal Teatro dei Colori spicca quella con il Centro Studi Internazionale Ignazio Silone di Pescina.
«Oggi, più che mai, dobbiamo tornare alla Costituzione, secondo cui tutti i cittadini devono poter fruire di musica, arte e cultura ovunque, in modo capillare, anche nei territori che possono sembrare meno importanti», spiega Gabriele Ciaccia. «Il teatro deve essere di comunità e di tutti. Il futuro deve ripartire da questo. Abbiamo sempre lavorato in sinergia con gli enti. Ora, ancora di più, c’è bisogno di essere accompagnati nella ripartenza. Bisogna ripartire in un’ottica diversa, con leggi più vicine alle esigenze, all’aspetto operativo e progettuale».
Sono numerosi e variegati, infine, i laboratori organizzati dall’associazione, rivolti ad appassionati di tutte le età. »La formazione è il segreto del teatro», conclude Ciaccia. Lo zoccolo duro del Teatro dei Colori è composto, con Ciaccia, da: Valentina Ciaccia, Andrea Tufo, Valentina Franciosi, Maddalena Celentano, Massimo Sconci, Boris Granieri e Gabriella Montuori.
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