In scena l’affondamento dell’Arandora

“Non ditelo alle stelle” a Francavilla: storia dei deportati sull’ex nave da crociera
FRANCAVILLA. È una storia vera di guerra e emigrazione quella che va in scena domani alle 18.30, nella sala congressi del Villa Maria Hotel di Francavilla, e si intitola “Non ditelo alle stelle”, regia di Federica Vicino, con Pascal Di Felice, Riccardo Pellegrini, Enrico Valori e Lorenzo Valori.
Lo spettacolo fa parte del progetto “L’arte non si ferma”del direttore artistico del Tsa Giorgio Pasotti, una produzione del Teatro stabile d’Abruzzo con New Sounds and beyond. Il racconto in scena è quello dell’Arandora Star, nave con 800 prigionieri a bordo che venne affondata durante la seconda guerra mondiale. In quegli anni i Paesi degli schieramenti opposti applicarono l’internamento dei cittadini originari delle fazioni nemiche per timore dello spionaggio. Prima della guerra, l’Arandora Star era stata una nave da crociera, ma nel 1940 fu riconvertita dal governo inglese in nave cargo e adibita al trasporto di prigionieri italiani, tedeschi e austriaci. Il1° luglio di quell’anno, sull’Arandora furono imbarcati 1500 uomini: si trattava in minima parte di prigionieri di guerra (in tutto 86); i più erano emigranti italiani di prima e seconda generazione. Accusati di essere spie – reali o potenziali – del fascismo, a questi uomini venne riservato un trattamento terribile: vennero loro negati i diritti civili e politici, a molti vennero confiscate le proprietà; ai familiari non furono date informazioni sul motivo dell’arresto né su dove sarebbero stati deportati i loro cari. Il 1º luglio 1940, l’Arandora Star, stracarica di internati ammassati nelle cabine trasformate in celle e nella stiva, salpò dal porto di Liverpool. Il 2 luglio 1940, a largo della costa nord-ovest dell’Irlanda, fu centrata da un siluro sparato dall’U-Boat U47 e affondò in 35 minuti. Persero la vita più di 800 persone, 446 erano italiani. Scenografia e video-installazioni sono di Emanuele Dragone, musiche originali di Angelo Valori. (c.m.)

