In scena l’omaggio a Ignazio Silone

14 Marzo 2024

Tre repliche per “Uscita di sicurezza”, tratto dal libro dello scrittore di Pescina

AVEZZANO. Tre repliche per uno spettacolo teatrale che omaggia Ignazio Silone. In scena questa mattina (ore 11) al Teatro dei Marsi di Avezzano, domani (ore 10.30) al Talia di Tagliacozzo e mercoledì 27 marzo (ore 10.30) all'Auditorium Fermi di Celano lo spettacolo Uscita di sicurezza - La pena del ritorno... ripensare il progresso. Produzione a cura di Gabriella Montuori per uno spettacolo che vede Gabriele Ciaccia come interprete, adattatore e regista, con la collaborazione di Valentina Ciaccia; Mauro Pace ha curato gli apparati storico iconografici e Boris Granieri si è occupato dell’audio e delle luci. Lo spettacolo – che è parte del progetto Uomini e tempo, la storia, la scrittura, la memoria, in collaborazione con Comune di Pescina, il Centro Studi Internazionale e Parco Letterario Ignazio Silone – è un adattamento teatrale ispirato alle memorie politiche e personali che Ignazio Silone scrisse tra il 1942 e il 1962, pubblicate nel 1965 proprio con il titolo Uscita di sicurezza. Il libro è un insieme di piccoli libri, episodi tutti plausibili di sviluppi drammaturgici e filmici, costituito da racconti, riflessioni, saggi. Nel libro, Silone ripercorre memorie dall’infanzia, intrise già di osservazioni critiche, di alta morale ed umanità. Nel clima del terremoto, delle sofferenze e delle perdite familiari si sofferma poi, con una acuta partecipazione, sui grandi incontri e giunge alla sua ideale conclusione entrando nelle vicende della appartenenza all’idea comunista e alla sofferta e forte ferita dell’uscita dal partito.
In questi salti diacronici si addensano, come nella mente, sovrapposizioni e profondità, silenzi critici e dubbi esistenziali, strategie di fuga. La messa in scena traduce la memoria in spettacolo, memoria intima ma universale, di passaggi ideologici intrisa di visioni, dove l‘immagine è insieme retaggio di un linguaggio ma soprattutto stratificazione documentale. La densità del percorso che le parole tracciano, vuole sostanziare nei vari livelli recitativi il percorso interiore, ma anche la forza della condanna, dell’invettiva, del coraggio, della scelta in solitudine, dell’allontanamento da “sicurezze” per la nuova via della libertà. Lo spettacolo nasce da un complesso lavoro di sintesi e riscrittura dove rivivono, nel rispetto dell’impianto del racconto e dei flash-back, personaggi della contrada, della politica e del potere, dei grandi della storia del novecento, le fughe, le uscite di sicurezza, ma soprattutto il suo combattimento interiore, alla ricerca di una vera umanità. (fab.i.)