In un libro la passione segreta del Vate per i vini

1 Giugno 2022

Viene presentato oggi a Chieti “Il brindisi del Poeta astemio” scritto da Di Carlo assieme a Bonacini

CHIETI. «Gabriele D’Annunzio non fu astemio come volle sempre far credere per rimanere coerente alla sua immagine di esteta. Il Poeta fu, al contrario, un raffinato conoscitore di vini e di liquori». È quanto assicura Enrico Di Carlo, autore, assieme a Luca Bonacini, del libro “Il brindisi del Poeta astemio” (Verdone Editore) che verrà presentato questo pomeriggio a Chieti, ore 18, alla Casina dei Tigli della Villa Comunale. Nel lavoro viene evidenziato il rapporto quanto mai contraddittorio tra il Vate e l’alcol. Bevitore di acqua purissima in banchetti ufficiali, mostrava familiarità con vini e champagne in occasioni mondane e private.
«Magari in compagnia di qualche bella donna», continua Di Carlo, «ed ecco che “l’acquàtile D’Annunzio”, come egli stesso amava definirsi in luogo del più prosaico astemio, si mostra sorprendente conoscitore di vini. Decantati, storicizzati e contestualizzati fino a renderli protagonisti di vicende personali, come risulta dalle lettere inviate a Lionello Stock, Pietro Luxardo, Amedeo Pomilio e Antonio Gioco, titolare di un celebre ristorante veronese, nonché al giornalista tedesco Hans Barth il quale aveva osato sfidarlo a colpi enoletterari nel fascinoso libro intitolato “Osteria”, la prima guida enogastronomica italiana». Ne viene fuori una chiave di lettura per viaggiare tra i vigneti italiani con il Poeta guida d’eccezione, pronto a condurre lungo le più blasonate «strade del vino». Pochi, all’epoca, conoscevano l’Italia come lui, protagonista di memorabili descrizioni di città e paesi sublimate davanti a un buon bicchiere, interessante lo studio dei vini contenuti nella cantina del Vittoriale e raccolti in una lista dalla sua compagna Luisa Baccara. Poco meno di trecento bottiglie di assoluta qualità descritte attraverso note storiche e organolettiche, un autentico tesoretto a conferma di un elevato tenore di vita. Tra le altre curiosità del libro, la denominazione «acquarzente», in sostituzione del francese cognac, e i numerosi carteggi con celebri produttori e ristoratori dai quali il Vate si faceva inviare casse di vino pregiato.