In viaggio sui Sibillini verso il Monte Vettore
di GIUSI PITARI I Monti Sibillini sono nostri parenti stretti, fratelli dell'Appennino. In comune con i monti abruzzesi hanno le valli, le cime, i crinali e i panorami, di unico regalano le vertigini...
di GIUSI PITARI
I Monti Sibillini sono nostri parenti stretti, fratelli dell'Appennino. In comune con i monti abruzzesi hanno le valli, le cime, i crinali e i panorami, di unico regalano le vertigini delle creste affilate, l'abbraccio di una catena maestosa e i fiori di Castelluccio di Norcia. Come altri massicci, i Sibillini sono avvolti di leggende ma, più di altri monti, di magia. La gente umbro-marchigiana dei Sibillini condivide con gli abitanti delle montagne abruzzesi l'attaccamento alla terra, anche se urla, se trema, se si squarcia. La crisi sismica dell'Appennino iniziata nel 2009 con il terremoto dell'Aquila si è diramata ovunque a ricordarci che le nostre belle montagne sono figlie dei moti della Terra. Così a Pasqua ce ne andiamo a trovare i nostri fratelli umbro-marchigiani e virtualmente da Colle di Montegallo (Ascoli Piceno) arriviamo sulla cresta nord della vetta più alta dei Sibillini, il Monte Vettore (2476m).
Per arrivare a Colle si percorre la via Salaria verso Ascoli Piceno e si devia a sinistra per Arquata del Tronto. Sì proprio Arquata: in questo viaggio di Pasqua di rinascita andiamo a fare compagnia a chiunque ne abbia bisogno. Da qui guardiamo verso ovest e ci commuoviamo per Pescara del Tronto distrutta e franata nell'agosto 2016. Si sale quindi la stupenda Strada Provinciale 89 attraversando anche il borgo ferito di Pretare, fino a giungere al bivio che conduce a sinistra a Forca di Presta e a destra a Montegallo: è una strada bellissima coronata di verde lussureggiante e ruscelli festosi. Arrivati alla frazione Colle, anch'essa terremotata, si prende il sentiero per la Chiesa di Santa Maria in Pantano che si raggiunge in circa 30 minuti. Si continua sul sentiero 131 e si sale decisamente in mezzo al verde e il profumo dei fiori, fino ad incontrare la fonte del Pastore, a quota 1500m circa. Si prende quindi il sentiero 132 a destra (il 131 prosegue per il Monte Vettore) che costeggia radure bellissime e singolari massi fatti di sassi.
Verso est si apre il panorama su tutta la meravigliosa vallata solcata dal fiume Tronto. E si arriva in cresta a 1823m (5 km totali-800m di dislivello) e che cresta! Sottile, verde, lunghissima, parte dal mare e arriva sulla neve: siamo su un valico dove da una parte c'è il colle Banditello e dall'altra la vetta vertiginosa del Vettore. Di fronte un'immensità di montagne tonde, a punta, sassose, isolate, innevate, ventose e in mezzo una valle delle più belle: quella che parte da Foce attraversa il Piano della Gardosa e arriva al Lago di Pilato. Una gioia per gli occhi e per il cuore. Ora si vola sulle creste verso sud-ovest e si scavalcano diverse elevazioni: il Sasso d'Andrè, 2100m e il Monte Torrone 2117m (1 ora dal valico). E la prima magia dei Sibillini si manifesta chiara e netta: da lassù i paesi sottostanti sembreranno quelli di prima, non si vedranno ferite ma solo speranza. I Sibillini sono tutti qui con il loro abbraccio caloroso. Ed anche noi li abbracciamo, augurando a tutti gli Appennini che questa sia davvero una Pasqua di passaggio dal dolore alle prospettive, di rinascita di territori e paesi, di ricostruzione certa, sicura, veloce. Le montagne uniscono, non hanno confini .
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