Incompiuta di Respighi completata da Rosato

19 Giugno 2021

“Al Mulino”, l’opera terminata dal compositore abruzzese, andrà in scena al Teatro Verdi di Trieste

TRIESTE. Un evento artistico e musicologico di rilevanza internazionale ha come protagonista un talento abruzzese: “Al mulino”, l’opera lirica incompiuta di Ottorino Respighi è stata completata da Paolo Rosato e sarà presentata in prima mondiale al Teatro Verdi di Trieste. Il compositore e musicologo abruzzese Paolo Rosato è in questi giorni a Trieste, dove si sta realizzando un progetto artistico e musicologico fino a ieri considerato impossibile: portare in scena “Al mulino”, opera lirica in due atti e un intermezzo, che il grande compositore Ottorino Respighi aveva lasciata incompleta. Rosato ha completato l’orchestrazione che Respighi non aveva terminato in seguito a un diverbio col librettista Alberto Donini. Rosato ha anche ricostruito il libretto musicato da Respighi, che solo in parte coincide con quello che Donini aveva scritto, risultando per buona parte creazione dello stesso compositore.
La vicenda del dramma è ambientata in Russia agli inizi del 900, periodo segnato dai movimenti di protesta popolare che confluirono nella rivoluzione iniziata con la “domenica di sangue” a Pietroburgo il 9 gennaio 1905. Il dramma si svolge nell’arco di poche ore, nel mulino di Anatolio Lusofkin e racconta dell’amore travagliato tra sua figlia Aniuska e Sergio, idealista e oppositore del regime zarista.
Dopo la rottura tra Respighi e Donini, quest’ultimo aveva affidato il proprio libretto a Leopoldo Cassone e l’opera andò in scena il 17 novembre 1910 al Teatro Vittorio Emanuele di Torino. Anche Respighi si era dedicato a una nuova opera, Semirâma, che andò in scena il 20 novembre del 1910 al Teatro Comunale di Bologna, dove nel frattempo c’era stata una prima esecuzione del Mulino respighiano, sotto forma di audizione privata nel salotto della cantante Margherita Durante.
Ad oltre un secolo di distanza, “Al mulino”, superate le difficoltà legate ai diritti morali e d’autore, resta di grande interesse storico e musicologico, in quanto dà la possibilità di ascoltare un lavoro sì giovanile, ma già ricco di spunti propri del compositore più maturo. L’ambizioso progetto, fortemente voluto dal direttore d’orchestra Fabrizio Da Ros e da Paolo Rosato, vede ora finalmente la luce grazie alla Opera Production di Enrico Copedè e al Teatro Verdi Trieste che la ha inserita nel cartellone della stagione 2021-2022. L’opera è in prova proprio in questi giorni, sotto la direzione di Da Ros, con l’Orchestra e il Coro del Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste. Il cast internazionale risulta composto da Afag Abbasova, Bugadova Nurahmed, Domenico Balzani, Zi Zhao Guo, Cristian Saitta, Carlo Torriani. Costumi, scene e regia sono di Daniele Piscopo.