Incontrada super-mamma “contro” Guanciale maschilista

27 Aprile 2016

ROMA. Mamma sotto copertura di giorno, finta single incallita di notte: è il doppio ruolo, dal sapore vagamente surreale e comico, che Vanessa Incontrada interpreta nella nuova serie di Raiuno,...

ROMA. Mamma sotto copertura di giorno, finta single incallita di notte: è il doppio ruolo, dal sapore vagamente surreale e comico, che Vanessa Incontrada interpreta nella nuova serie di Raiuno, targata Lux Vide, “Non dirlo al mio capo” (da domani 28 aprile in prima serata). L’attrice italo-spagnola nella fiction diretta da Giulio Manfredonia è la goffa Lisa Marcelli (che tutti chiamano “Macelli”), vedova di un marito che ha scoperto fedifrago quando era già morto, e che l’ha lasciata con un mucchio di debiti. Come se questo non bastasse, Lisa è disoccupata e tutti i lavori sembrano incompatibili con la sua condizione di madre. È proprio il nuovo lavoro che innesca una serie di vicende ed equivoci che rendono la serie una commedia familiare. «Raccontiamo la storia di una sorta di donna supereroe, costretta a nascondere i figli per trovare lavoro e, con lei, altri bellissimi personaggi femminili», spiega il direttore di Rai Fiction, Tinni Andreatta, «Una donna che creerà un’alleanza con il pubblico a casa».

Le “altre” donne sono Perla (Chiara Francini), la sconclusionata e autoironica vicina di casa, e Marta (Giorgia Surina), il secondo avvocato dello studio dove Lisa trova lavoro che la detesta e non perde occasione per dimostrarglielo. Il titolare dello studio è Enrico Vinci (l’attore avezzanese Lino Guanciale), affascinante quanto terribile, che inevitabilmente capitolerà davanti a Lisa. La Incontrada racconta: «Io vengo da una famiglia matriarcale, ho anche scritto un libro (“Insegnami a volare”, ndr) insieme a mia madre, sulla forza di mia nonna che, negli anni Venti, ha affrontato la vita in maniera tosta, perciò la forza delle donne di oggi per me non è una scoperta. Ora che sono madre, è più difficile gestire tutto perché il primo pensiero non sei più tu ma tuo figlio, ma è la mia normalità». La sua antagonista, Marta «è una donna che nasconde le sue fragilità e sembra avere tutto sotto controllo», racconta Giorgia Surina. «Perla», assicura Chiara Francini, «riconosce i suoi fallimenti che, tutto sommato, la rendono autentica». In una fiction così «femminile», osserva Manfredonia, «gli uomini sono raccontati dal punto di vista delle donne: Enrico è l’uomo che tutte vorrebbero, apparentemente cattivo ma con un segreto che porta dentro di sè». «Questa fiction», conclude il regista, «prende il via dai due modelli che le donne di oggi hanno davanti (la mamma e la donna che lavora), e la schizofrenia di chi cerca la sintesi tra due cose che non possono essere sintetizzate».

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