Incontri e degustazioni sul vino bio

26 Novembre 2015

Il Centro tecnico enologico chiama a raccolta le aziende teatine e pescaresi

PESCARA. Dall'uva al bicchiere per raccontare come e fino a che punto il vino sia espressione inconfondibile del territorio e dell'ambiente in cui ha origine: il vigneto, l'appezzamento di terreno, la cantina e gli ambienti di trasformazione. Il Centro tecnico enologico (Cte) di Vittorio Festa in stretta collaborazione con Dalton Biotecnolgie di Spoltore dà il via a una prima serie di incontri aperti al pubblico per saggiare la qualità di vini puliti e corretti, frutto di uno stile enologico che rispecchia una personale filosofia green. Impostazione culturale condivisa da un drappello di aziende vitivinicole e cantine cooperative disseminate sul territorio teatino e pescarese. Tra dibattito e degustazioni i primi due appuntamenti dicembrini coincidono con la presentazione di nuove linee di prodotto.

A fare da apripista è l'azienda agricola Cascina del Colle di Villamagna, che il primo dicembre (ristorante Ferrara a Bucchianico, ore 19) presenta in anteprima le nuove etichette bio insieme a una verticale del Montepulciano d'Abruzzo Negus, suo vino di punta, con le ultime annate in commercio: 2008, 2007 e 2006.

A metà dicembre nuovo incontro dedicato nell'azienda Marchesi de' Cordano (Loreto Aprutino), unica nel pescarese a imbottigliare uve cococciola in purezza e primi a spumantizzare pinot nero in Abruzzo. In primo piano il tema dei prodotti bio e della qualità “scopo primario nello stile enologico"; previsto l'intervento dell'associazione regionale panificatori. «Abbiamo isolato i lieviti presenti sulla nostre uve, due ceppi di uve bianche e quattro per il Montepulciano», anticipa Francesco D'Onofrio titolare di Marchesi de' Cordano. «Nell'incontro-degustazione presenteremo i risultati delle vinificazioni 2015 fatte con i nostri lieviti». Vittorio Festa aggiunge: «La certificazione bio e vegan è la novità che contraddistingue da quest'anno il lavoro del nostro Cte. La scelta della filiera interamente abruzzese utilizzando solo lieviti indigeni nell’affinamento, ci ha regalato prodotti innovativi di qualità garantita e certificata. Le aziende che hanno selezionato i lieviti delle proprie uve, puntano ad esprimere la forza del terroir Abruzzo. Abbiamo eliminato i derivati di origine animale: albumine, gelatine, caseinati, gomma arabica alleggerendo tutti i vini, che così potranno avere la certificazione vegan. Significa garantire una filiera di qualità che non ha bisogno di manipolare il prodotto per esaltare la materia prima, una dimostrazione di coraggio. Gli appuntamenti a venire saranno l'occasione per raccontare la nostra esperienza e confrontarci con quella degli altri».

Jolanda Ferrara

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