Incontro, amore, perdita la danza narra l’Essenziale

22 Gennaio 2023

PESCARA. «Posso prendere un qualunque spazio vuoto e chiamarlo nudo palcoscenico. Un uomo attraversa questo spazio vuoto e un altro lo guarda. E non c’è bisogno di altro perché sia il teatro». Diceva...

PESCARA. «Posso prendere un qualunque spazio vuoto e chiamarlo nudo palcoscenico. Un uomo attraversa questo spazio vuoto e un altro lo guarda. E non c’è bisogno di altro perché sia il teatro». Diceva così il regista britannico Peter Brook, scomparso lo scorso anno, considerato uno dei maestri più grandi del teatro del Novecento.
A Brook, al suo pensiero, rende omaggio lo Spazio Matta di Pescara, che inaugura oggi l’edizione 2023 della rassegna Matta in Scena. “Essenziale” è il tema dell’edizione, in omaggio al maestro britannico che aveva fatto del “togliere di scena” «un principio di rivoluzione del linguaggio performativo». Il sipario sulla rassegna, fatta di spettacoli, workshop e incontri e promossa da Artisti per il Matta, si alzerà alle 21 con lo spettacolo di danza “Ombelichi Tenui”, di e con Filippo Porro e Simone Zambelli (produzione Azioni fuori Posto).
“Ombelichi Tenui”, in scena nell’ambito della Sezione Danza curata da Anouscka Brodacz, è «un’orazione senza volume in cui i corpi si trasportano ai confini della loro identità. È un rito laico di passaggio per salutare qualcuno o qualcosa che se n’è andato, un’amicizia, un amore o una vita». Protagonisti sono due corpi che si preparano ad affrontare un viaggio. «Si incontrano, si accompagnano, si riconoscono, per poi perdersi l’uno nell’altro, fino a separarsi definitivamente», si legge nelle note di regia. «Incontro, Scontro, Accompagnamento, Riconoscimento, Abbandono sono le fasi che scandiscono le pratiche fisiche dei due performer e della loro relazione. Da un’esplorazione del tema dell’accompagnamento, ci siamo interrogati sui corpi che si allontanano e si avvicinano, si sostengono e si lasciano andare, si riuniscono e si separano fino alla fine. La morte, che non era all’inizio il focus del progetto, è arrivata come componente inevitabile. Sono affiorate le tematiche dell’impossibilità di essere fisicamente accanto a chi si avvicina ad una fine, dell’incomunicabilità della sofferenza e del tabù della morte che a lungo ha condizionato la nostra società e di cui ancora oggi sentiamo il peso a molti livelli». Porro e Zambelli hanno coinvolto nel loro studio due antropologhe esperte di fine vita, tentando di creare «un nuovo rituale, laico, artistico, danzato, con l’augurio che possa realmente sostenere il peso di una perdita, non per forza legata alla vita». Coprodotto da Armunia/Festival Inequilibrio, Balletto Civile, C&C Company con il sostegno di Komm Tanz_Passo Nord, progetto di residenze artistiche della compagnia Abbondanza/Bertoni, si avvale della consulenza scientifica di Cristina Vargas e Marina Sozzi e della consulenza drammaturgica di Gaia Clotilde Chernetich. L’intensa programmazione andrà avanti fino al 16 aprile. Matta in Scena – rassegna di teatro, danza e altri linguaggi, alla sua ottava edizione, si propone di diffondere «una nuova sensibilità del teatro contemporaneo, inteso come sguardo critico sulla complessa realtà presente». Al centro c’è lo spettacolo dal vivo, inteso come esperienza emotiva coinvolgente accessibile a tutti. Attività promosse e organizzate dalla rete Artisti per il Matta nell’ambito del programma della Presidenza del Consiglio dei Ministri per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie della città di Pescara.