Incontro con Sabina Guzzanti per presentare “La trattativa”

18 Febbraio 2015

TERAMO. Di cosa si parla quando si parla di trattativa? Delle concessioni dello Stato alla mafia in cambio della cessazione delle stragi. Di chi ha assassinato Falcone e Borsellino. Dell'eterna...

TERAMO. Di cosa si parla quando si parla di trattativa? Delle concessioni dello Stato alla mafia in cambio della cessazione delle stragi. Di chi ha assassinato Falcone e Borsellino. Dell'eterna convivenza fra mafia e politica. O c'è anche dell'altro? Un gruppo di attori mette in scena gli episodi più rilevanti della vicenda nota come “trattativa Stato-mafia”, impersonando mafiosi, agenti dei servizi segreti, alti ufficiali, magistrati, vittime e assassini, massoni, persone oneste e coraggiose e persone coraggiose fino a un certo punto. Così una delle vicende più intricate della nostra storia diventa un racconto avvincente. “La trattativa”, presentato fuori concorso alla Mostra di Venezia 2014, è un progetto di Sabina Guzzanti. Il docufilm sarà presentato dall’attrice e regista domenica 22 febbraio al teatro Comunale di Teramo, su iniziativa dell’associazione Società Civile nell’ambito del “Premio Borsellino tutto l’anno”. L’incontro con Sabina Guzzanti è fissato per le ore 20, e la proiezione alle 21 (ingresso 5 €). Oltre alle ricerche e alla raccolta di materiali e fonti, la parte più complicata della realizzazione de “La trattativa” ha coinciso con la "forma" della messa in scena in riferimento alla materia trattata, perché lì risiede la sua ambiguità. È finzione (spettacolo?), eppure si dice come sono andate le cose. In questo mischiare repertori e ricostruzioni, intercettazioni e deposizioni, interviste e cabaret, è difficile sapere chi dice cosa, se un dialogo è inventato o il resoconto di un fatto, se un passaggio è frutto di una deduzione giornalistica o probatoria, se il tic di un personaggio è una caricatura o una imitazione. E questo "dubbio" sposta il film verso lidi remoti, para-televisivi, da cabaret di denuncia, facendo saltare l'impianto documentale e documentario a favore dello spettacolo della dietrologia in un girotondo che fa girare la testa.