Indietro tutta con Arbore e Frassica

13 Dicembre 2017

Per i 30 anni del leggendario programma oggi e il 20 serate evento su Rai 2

“Indietro Tutta”, il leggendario programma di satira sulla tv, compie trenta anni. Per celebrare questo anniversario «tondo», Renzo Arbore e Nino Frassica tornano su Rai Due con due serate evento: oggi e mercoledì 20 dicembre alle 21.05, con “Indietro tutta 30 e l'ode”. La prima puntata andrà in onda in crossmedia anche su Radio2.
A tenere le fila di questo racconto Andrea Delogu e, naturalmente, gli artefici di quel successo anche se i due artisti tengono a precisare: «non siamo più quelli di una volta». “Indietro Tutta 30 e l'ode” non sarà una festa, ma neanche una malinconica commemorazione. Adotterà la stessa formula che quotidianamente si accende quando Arbore incontra i giovani in decine di aule universitarie italiane, dove “Indietro Tutta” è studiato e analizzato come modello di televisione “sui generis”, alternativo e affidato rigorosamente all'improvvisazione.
Sarà un'occasione per ricordare a chi quella stagione l'ha vissuta e per raccontare, invece, a chi non c'era cosa è stato un programma al tempo stesso popolare, nazionale, ma anche ricercato e molto amato dalla critica.
Capace di incidere sul costume italiano, con i suoi tormentoni e modi di dire. E tutto ciò non poteva che accadere su Rai Due, con cui Renzo Arbore ha da sempre una rapporto strettissimo. Fatte salve alcune, poche, eccezioni, infatti, tutte le sue trasmissioni sono andate in onda sul «secondo canale»: L'altra Domenica (1976 - 1979), Quelli Della Notte (1985), Indietro Tutta (1987), Doc (1987-1988) e International Doc (1989). Un anniversario importante, che Rai Due e Rai Radio Due condividono, non soltanto attraverso i conduttori – Nino Frassica e Andrea Delogu, tra le più significative voci del palinsesto di Radio Due – ma anche andando in onda in crossmedia. “Indietro tutta 30 e l'ode”, infatti, questa sera, alle 21.05, sarà in contemporanea anche su Radio Due, raccontato dalle voci de “I Sociopatici” Gianfranco Monti e Claudio De Tommasi.