“Infinito restare”, terre da (ri)scoprire

Savino Monterisi tra saggistica, reportage e narrazioni territoriali
SULMONA. Cosa significa, oggi, restare a vivere nell’entroterra e sugli Appennini? Chi è che ha scelto di ritornare e perché lo ha fatto? C’è ancora tempo e modo di provare a immaginarsi una rinascita di luoghi che la società e la politica non considerano più prioritari nella propria agenda?
A queste e ad altre domande prova a rispondersi da tempo Savino Monterisi, originario di Bagnaturo, frazione a cavallo tra Sulmona e Pratola Peligna. Dopo aver pubblicato il volume “Cronache della restanza” torna a interrogarsi nel libro “Infinito restare” (Radici di Capistrello Editore), iniziando una nuova ricerca emozionale sulle orme dei sentieri di montagna e tra i vicoli dei piccoli centri dell’Abruzzo montano.
In ogni pagina, e in ogni passo del suo racconto in cammino, si accompagnano nuove istanze e vecchie conoscenze del territorio; «ritornanti» e comunità resistenti che non si sono mai arrese allo spopolamento, anziani di cui è fondamentale mantenere viva la memoria e giovani che hanno deciso di investire in nuove imprese agricole o nella ricezione turistica. “Infinito restare” si propone «come un viaggio alla scoperta del non conosciuto a portata di mano», si legge nella nota di presentazione, «un “oggetto narrativo non identificato”, in cui saggistica, reportage e narrazioni territoriali si intrecciano e si rincorrono permettendo all’autore di prendere spunto dal concetto della “Restanza” sviluppato dall’antropologo calabrese Vito Teti e di calarlo nella propria dimensione locale, per (ri)scoprire il territorio e per farlo (ri)conoscere osservandolo da una nuova prospettiva». Savino Monterisi è giornalista, guida ambientale escursionistica e attivista. Tornato a vivere sull’Appennino abruzzese, da qui racconta «restanze» e altri mondi possibili nelle aree interne. Il suo blog www.cronachedellarestanza.it, dal titolo del primo libro. Per vivere, di fatto, cammina in montagna.