«Io il cattivo? Mai Sullo schermo come nella vita»

22 Febbraio 2017

L’attore in tour teatrale in Abruzzo: «Qui ti danno il cuore a prescindere da soldi e successo»

PESCARA. «Adoro gli alberi, in particolare gli ulivi. Sono energia pura, vita, bellezza. Trovo che siano le sculture più belle del mondo e amo fotografarli. Io li guardo e ci vedo coppie che si baciano, mamme che allattano, uomini e donne che si tengono per mano». Chi lo avrebbe immaginato che Raul Bova, il bello dai profondi occhi grigi del cinema italiano, avesse la passione di “leggere negli alberi”. Dopo aver calcato il palcoscenico di Sanremo ora è in Abruzzo per un tour teatrale Teramo-Avezzano-Pescara con lo spettacolo “Due” che lo vede in scena con Chiara Francini.

Lei è conosciuto per i suoi numerosi film e fiction, come si sente in questa veste teatrale?

Benissimo. Ogni volta che salgo sul palcoscenico è come se fosse la prima esperienza e mi tremano le gambe. Sono emozioni che mi stimolano. E poi sto scoprendo dei piccoli teatri stupendi in Italia, oltre che l’effetto del contatto con la gente che sul set cinematografico manca.

In “Due” si parla del rapporto di coppia e di tutti i momenti delicati che ruotano intorno a una convivenza. Come si è sentito ad interpretare questo ruolo?

Mi è piaciuta la possibilità che mi ha dato Luca Miniero di interpretare più personaggi che affiorano dal passato e si scagliano nel futuro di ogni coppia. La pièce parla di paure, litigi, cose non dette, occasioni mancate. Certo ho ritrovato anche molti momenti della mia vita, e anche per questo mi piace fare questo lavoro: riesci a delineare ogni carattere in profondità e questo ti aiuta a crescere, a maturare, a capire.

Nella sua carriera ha interpretato svariati ruoli, dal ragazzo innamorato a San Francesco, dall'omosessuale al comandante dei Carabinieri o al commissario di Polizia: in quale si è trovato più a suo agio?

Ogni film è arrivato sempre in momenti particolari nei quali ero alla ricerca di risposte, di ideali. Interpretare un gay ad esempio è stato per me anche una battaglia civile contro la discriminazione, come combattere la mafia e la corruzione con il personaggio di Ultimo. Credo molto nella legalità e temo per il futuro dei miei figli. Vorrei contribuire col mio lavoro a spezzare l'omertà e dissolvere i timori che purtroppo avvolgono ancora tanti bambini e giovani che vivono in certi ambienti.

In ogni film o fiction fa sempre la parte di una brava persona: le piacerebbe fare ogni tanto il cattivo?

No, non mi verrebbe bene. E poi siamo già pieni di cattivi nel mondo e di persone che li sanno fare al meglio. Io porto me stesso sulla scena, i miei ideali, il mio modo di essere.

Lei è un tipo geloso? Anche la sua compagna Rocio Munoz Morales è un'attrice e le tentazioni in scena sono molteplici...

Chiunque può tradire in qualsiasi momento, non penso che noi attori siamo più esposti di altri. No, comunque non sono geloso, perché quando c’è il rispetto e la fiducia c’è tutto. Magari i giornali che vivono di gossip scrivono cose ancor prima che accadano, ma basta capire questo meccanismo per non farci caso.

A proposito di gossip: c'è un matrimonio in vista con Rocio?

Scusi ma questo rientra nella mia vita privata, preferisco non parlarne.

Non ha avuto timore di fare brutte figure a Sanremo?

Per me il Festival di Sanremo è un’istituzione, quando chiama io vado. E poi non mi è sembrato di fare una brutta entrata dài, me la sono cavata bene. Altri sono stati peggio di me.

Che rapporto ha, se ce l’ha, con l'Abruzzo?

Un ottimo rapporto, ho tanti amici qui, soprattutto all’Aquila. Persone generose e con un grande cuore. Che però non viene “dato” a tutti, ma solo alle persone vere, a prescindere dai soldi o dal successo. Si guarda dentro, non alla superficialità. Bisogna prendere atto che è una regione che ha sofferto molto ultimamente e non si deve smettere di parlarne perché è una terra meravigliosa. Io ci vengo spesso anche perché abito vicino a Rieti. È stata una simpatica esperienza poi anche recitare al fianco di una abruzzesissima Paola Cortellesi nel film “Scusate se esisto”.

Come si definirebbe?

Una persona normale, che crede nella giustizia, nella legalità, nel rispetto e nell'onestà. Valori che cerco di portare avanti nella mia vita. Di certo non mi sento un divo.

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