“Io sono Kurt”, torna Restuccia in un viaggio tra mente e realtà

PESCARA. Paolo Restuccia aveva già sorpreso il mondo delle patrie lettere con il suo esordio alla narrativa “La strategia del tango” (Gaffi Editore, 2014), un libro ben pensato, pieno di colpi di...
PESCARA. Paolo Restuccia aveva già sorpreso il mondo delle patrie lettere con il suo esordio alla narrativa “La strategia del tango” (Gaffi Editore, 2014), un libro ben pensato, pieno di colpi di scena, letterario e godibile allo stesso tempo, insomma un libro bello con la b maiuscola che molto ha venduto e molto ha fatto parlare di sé; non contento, a riprova della sua bravura, l'ideatore del programma radiofonico satirico di RaiRadio2 “Il ruggito del coniglio”, si è rimesso a scrivere, pubblicando in questi giorni “Io sono Kurt” (Fazi Editore, pp.262, €16), prova seconda che sostanzialmente conferma le qualità del Restuccia narratore.
In questo noir dai toni esistenziali e drammatici è raccontata la storia di Andrea Brighi, detto Kurt, noto dj quarantenne in fuga che, in viaggio verso la Svizzera per un trasporto illegale di valuta, devia improvvisamente per Trieste in seguito all'incontro fortuito (e immaginario?) con Stefano Zanchi, alias Diavolo Biondo, suo ex amico nonché datore di lavoro a Radio Punto Nord, più di vent'anni prima. Inaspettato incontro che rievoca i ricordi del tempo in cui i due passavano le giornate insieme, scambiandosi emozioni, spesso forti e all'insegna della trasgressione, i progetti per il futuro, le ragazze, e tra queste in particolare Anna, un amore mai completamente dimenticato, di cui ora riaffiorano i dettagli, le parole e il rimpianto. Nella misteriosa e decadente pensione Ghega il passato così torna a disturbare la quotidianità di Kurt, fornendogli una chiave di lettura inedita per ripensare agli avvenimenti della giovinezza, sulla colonna sonora della musica dagli anni ’90 a oggi. Annoiato e quasi disilluso, l'uomo riscopre se stesso dopo una vera e propria discesa agli inferi, tra personaggi bizzarri e pericolosi, ragazze seducenti, in un vortice allucinato di sesso, ricatti e debiti non priva di nostalgia per un periodo ormai lontano.
Universo, quello mentale di Kurt e quello fittizio del reale narrativo, sottilmente costruito da Restuccia sempre sul limite del rovesciamento semantico e temporale: avremo così ogni gesto, avvenimento e pensiero portavoce di se stesso e del proprio presente, ma contemporaneamente segno di allusioni e richiami a mondi ulteriori e a un passato tratteggiato quasi come mitico proprio perché passato, perduto, stipato nelle feritoie di un'anima che cerca di liberarsene.
Federica D’Amato
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