«Isa e Maxxi di Roma in partnership: antico e nuovo dialogano»

5 Giugno 2017

Il direttore artistico dell’Istituzione sinfonica abruzzese: «L’Osa suonerà la Nona con un coro di smartphone»

L’AQUILA. Conclusa la stagione primaverile con un concerto molto partecipato, lo scorso 31 maggio, l'Istituzione sinfonica abruzzese si appresta ad aprire il calendario estivo con una serie di appuntamenti «freschi» e «innovativi» come li definisce il direttore artistico, Luisa Prayer. La sfida è quella di superare la vocazione di ogni orchestra sinfonica, pur nel solco della tradizione, con uno sguardo rivolto al futuro e ai giovani. Ed è così che un coro di voci può essere sostituito da uno di smartphone.
Come l’Isa si sta impegnando per innovare i propri contenuti?
«Per la crescita di un territorio è importante dialogare con la contemporaneità e con l'attualità e immaginare progetti innovativi. In questo senso nell’arco dell’anno abbiamo programmato una serie di concerti e iniziative. Si è appena concluso il secondo Festival contemporaneo Plurale. È stata un’occasione di incontro con compositori eccezionali. Sono venuti all’Aquila personaggi come Ivan Fedele, Ivan Vandor, Pasquale Corrado. Daniele Roccato ha inciso con noi per la prima volta il concerto integrale per contrabbassi di Henze. Abbiamo anche presentato al pubblico aquilano Pietro Barrera, segretario generale della Fondazione Maxxi Roma».
Che rapporti ci sono con questa importante istituzione romana, che presto aprirà anche una sede distaccata nel capoluogo, all'interno di palazzo Ardinghelli?
«Intendiamo instaurare una partnership con il Maxxi. Il 28 giugno la nostra Orchestra debutterà a Roma con un concerto evento, in cui il pubblico diventa esso stesso parte di una grandissima compagine con l’orchestra».
Questa collaborazione è tesa a un discorso più ampio in regione?
«L’Isa vuole sollecitare anche in Abruzzo un discorso di innovazione culturale, affinché si elaborino progetti nuovi per attrarre nuovi interessi e nuovi investimenti. Che il Maxxi abbia scelto un palazzo antico come l’Ardinghelli per la sede vuol dire che la cultura contemporanea può dialogare benissimo con quella di tutti i tempi. Si tratta di rileggere la storia con occhi nuovi».
Quali gli appuntamenti da non perdere in estate sul territorio?
«A luglio all’Aquila presenteremo un’opera da noi commissionata al direttore e compositore Tonino Battista insieme a Daniele Roccato. È un evento che coproduciamo con Rai News 24 incentrato su una rielaborazione insieme a Lucia Goraci, di frammenti dei suoi reportage dalla Siria e dall’Iraq. Vogliamo andare oltre la cronaca. Le Lamentazioni di Pierluigi da Palestrina verranno rielaborate in maniera del tutto nuova. Un testo biblico e antico, in realtà una cifra identitaria europea, verrà proiettato nella lettura di fenomeni che riguardano paesi extraeuropei. Un lavoro di riflessione fatto attraverso un’opera nuova».
E fuori regione?
«Il 26 giugno saremo al San Carlo di Napoli, per Fabrizio Gifuni con il suo Amleto a una voce sola. L’incontro col teatro è sempre attuale. Queste sono occasioni di grande crescita per noi. Abbiamo anche due appuntamenti con il Roma Europa festival: il De Rerum Natura di Lucrezio tradotto e letto da Roberto Herlitzka e la prima italiana di un’opera del francese Bernard Cavanna che ricompone alcuni frammenti della Nona di Beethoven. Poiché è un compositore di musica elettronica ha scritto per quest’opera l'intervento di un coro non di voci, ma di smartphone. I protagonisti saranno gli allievi di un liceo romano. Questi progetti innovano noi come Osa, il pubblico nella modalità di ascolto e riflessione e coinvolgono i giovani».
Sui giovani l’Isa ha scommesso con un importante programma.
«Si chiama Isa Edu 2.0 e raccoglie più iniziative. Sono state coinvolte tre fasce scolastiche: medie, liceo musicale e conservatorio. Circa 90 ragazzi hanno preso parte all’esecuzione di un brano di John Cage, autore tra i più rivoluzionari del ’900 che ha scritto una partitura molto adatta ai giovani. Abbiamo riscontrato grande interesse. Ci vuole un discorso diretto coi ragazzi, che dia spazio alla loro creatività, bacino immenso di opportunità».