Jazz ’n Fall apre con Chris Potter e il trio Circuits

9 Novembre 2023

Oggi il primo concerto del festival organizzato dalla “Luigi Barbara” al Teatro Massimo di Pescara

PESCARA. Sarà Chris Potter ad aprire stasera a Pescara la XXIIIª edizione di Jazz 'n Fall, festival organizzato dalla Società del Teatro e della Musica Luigi Barbara, con la direzione artistica di Lucio Fumo. Circuits il nome del progetto che vedrà sul palco del Teatro Massimo alle 21 il trio formato da Chris Potter ai sassofoni, James Francies pianoforte e tastiere e Eric Harland alla batteria.
La ricerca di una sintesi tra esperienza e novità è uno dei tratti presenti nella carriera musicale di Chris Potter. Il sassofonista infatti ha esordito da bambino prodigio, poi ha suonato con i talenti più interessanti della sua generazione, condividendo il palco con musicisti come Dave Holland e Herbie Hancock. Ha portato così nella sua musica tradizioni e attualità, in un contesto espressivo in cui trovano posto naturalmente sonorità acustiche ed elettriche, sguardi alla letteratura più consolidata del jazz e aperture verso la fusion e la world music. I suoi progetti più recenti, tutti pubblicati per l'etichetta britannica Edition Records, testimoniano questo percorso in maniera evidente: There is a tide è un lavoro per big band realizzato in realtà da solo, in studio, durante il lockdown; in Got the keys to the kingdom, registrato dal vivo in uno dei luoghi più iconici del jazz, il Village Vanguard di New York, alla guida di un quartetto all star, rilegge temi tradizionali blues e gospel e brani di Parker, Strayhorn e Jobim, con una delle formazioni più classiche del panorama jazzistico, vale a dire il sassofono accompagnato dal piano trio. Circuits, il trio che si esibirà a Pescara, rappresenta la pulsione più aperta verso l'improvvisazione, con una formazione senza basso, con le tastiere di James Francies a colorare di suoni e intuizioni le armonie, la forza e l'esperienza di Eric Harland a gestire la dimensione ritmica e i sassofoni di Chris Potter a tessere una tela melodica che prende spunto dalla storia del jazz per proiettarla ancora una volta nel presente e, poi, verso il futuro.