“Jeeg Robot” supereroe coatto con Marinelli e Santamaria

ROMA. Un piccolo gioiello nato dalla generazione Bim Bum Bam (programma tv), parola del regista Gabriele Mainetti ieri a Roma per presentare “Lo chiamavano Jeeg Robot”, in sala con Lucky Red in 200...
ROMA. Un piccolo gioiello nato dalla generazione Bim Bum Bam (programma tv), parola del regista Gabriele Mainetti ieri a Roma per presentare “Lo chiamavano Jeeg Robot”, in sala con Lucky Red in 200 copie dal 25 febbraio. Un film miracolosamente autoprodotto, un po’ splatter, un po’ Caligari da ridere, nel segno del fumetto di quei supereroi cui tutto è concesso. Intelligenza, ironia e sentimento per raccontare la storia di Enzo Ceccotti (Claudio Santamaria), pregiudicato di borgata che, entrato in contatto con una sostanza radioattiva, diventa un supereroe, soprattutto per la fragile e psicolabile Alessia (Ilenia Pastorelli), maniaca di Jeeg Robot. Contro di lui uno spietato Zingaro (Luca Marinelli), capobanda folle desideroso di sangue, che cercherà il modo per avere gli stessi poteri di Enzo. «Noi ci definiamo la generazione Bim bum bam. È questo programma che ci ha fatto da balia», dice il regista coinvolgendo anche gli sceneggiatori Nicola Guaglianone e Menotti. «Abbiamo voluto fare un Jeeg Robot, un supereroe con un costume fatto a casa nostra, mille miglia lontano da quelli americani». «Perché il film venga visto deve parlare di noi», spiega Mainetti che con il suo corto “Tiger Boy”, oltre a tanti premi, ha trovato posto nelle short list per la nomination agli Oscar nel 2012.
«Questo film è tutto basato sui personaggi», spiega il regista, alla sua opera prima. «Enzo è un delinquente ai margini della periferia, un personaggio cupo. Alessia è piena di colori, un arcobaleno che entra nella vita buia di Enzo. Zingaro viene da un ambiente spinoso, è veramente pazzo e si capisce». «Ho guardato a Joker per il mio personaggio? Sì e no», spiega Luca Marinelli (Non essere cattivo). «Va detto che a 7 anni quando guardavo “Il silenzio degli innocenti” mi sembrava di stare un po’ a casa. Ero affascinato e pensavo che fare un personaggio così non poteva che essere divertente». Santamaria che nel film è Enzo/Jeeg Robot spiega: «Ho dovuto aumentare di peso. Il regista mi voleva piazzato, un orso. Poi ho dovuto imparare a parlare coatto. In realtà il mio personaggio si considera un nulla, vive di piccoli furti, di masturbazioni, di film porno e dolci. Fa tutto questo aspettando solo di morire».
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