Joker, la vendetta arriva dal sorriso violentato e folle

3 Ottobre 2019

Il film con un superbo Phoenix (dimagrito 26 chili) Argentero è Leonardo tra animazioni e proiezioni

Uno dei film più attesi della stagione, Joker di Todd Phillips, vincitore del Leone d’oro alla 76esima Mostra di Venezia, arriva oggi nelle sale italiane distribuito in 800 copie da Warner e preceduto dalle polemiche negli Stati Uniti, dove il film è stato accusato di eccessiva indulgenza nei confronti del personaggio.
Che è dolorosamente incarnato dal bravissimo Joaquin Phoenix (dimagrito 26 chili), al centro di una rilettura in chiave socio-esistenziale delle origini del villain arcinemico di Batman. Phillips (regista della scatenata trilogia “Una notte da leoni”) colloca la storia a cavallo tra anni Settanta e Ottanta, in una Gotham lontana da quella dei precedenti cinecomics e vicina invece alle metropoli reali caotiche e puzzolenti, indifferenti se non ostili. Una città in cui un Bruce Wayne bambino è lontano dal diventare l’uomo pipistrello, mentre il padre miliardario è candidato sindaco. A Gotham si muove Arthur Fleck, attore non più giovane e con qualche disagio psichiatrico (una risata incontrollata gli crea problemi di relazione), che vive con la madre malata e custode di segreti sull’infanzia del figlio (Frances Conroy), lavora in strada come uomo sandwich in costume da clown e sogna di diventare un cabarettista famoso.
Il suo modello è Murray Franklin, conduttore di un famoso talk show, interpretato da Robert De Niro in un ruolo analogo a quello di Jerry Lewis in “Re per una notte”, dove De Niro era invece il disperato Rupert Pupkin. È solo uno degli omaggi di Phillips al cinema di Martin Scorsese, di cui viene richiamato anche “Taxi Driver” con la discesa nella follia del protagonista. Arthur desidera amore e successo, ma riceve solo sopraffazioni, rifiuti e scherno finché la sua disperazione si tramuta in odio, vendetta, violenza. E mentre la polizia dà la caccia al clown killer, il popolo lo elegge a eroe metropolitano, simbolo di rivolta contro l'arroganza dei ricchi.
In sala da ieri Io, Leonardo, ritratto di Jesus Garces Lambert (già regista di “Caravaggio – L’anima e il sangue”) sul genio del Rinascimento nel 500enario della morte (2 maggio 1519), prodotto da Sky Arte. Luca Argentero (con imbarazzante parruccone frisé) è Leonardo da Vinci in un avvincente viaggio nella sua labirintica mente, alla scoperta dell’uomo, dell’artista, dello scienziato, inventore, pensatore, letterato, urbanista e della sua perenne tensione verso la perfezione. Grazie a animazioni, proiezioni e altri effetti digitali, il film racconta le visioni del genio toscano, le scintille del suo sapere, l’ispirazione e genesi delle opere artistiche e tecnologiche, le teorie scientifiche. Prendono forma e si animano anche alcune invenzioni rimaste sulla carta. Naturalmente ci sono i luoghi in cui visse, la natia Vinci, Firenze, la campagna toscana, Milano, e i capolavori: la Gioconda, il Cenacolo, la Vergine delle rocce, l’Uomo Vitruviano, l’Annunciazione, l’Adorazione dei Magi, San Girolamo, la Dama con l’ermellino, la Battaglia di Anghiari e tante altre opere. Con la commedia Appena un minuto, seconda regia di Francesco Mandelli (ex Soliti Idioti), Max Giusti porta sullo schermo una sua pièce teatrale di successo. Il comico romano è il 50enne pasticcione Claudio, che fantastica su come sarebbe la sua vita potendo ogni tanto tornare indietro. Agente immobiliare squattrinato, 2 figli criticoni (Carolina Signore e Francesco Mura), un’ex moglie (Susy Laude) che l’ha lasciato per il “re della zumba” (Dino Abbrescia), Claudio vive con la madre Mirella (Loretta Goggi), separata da Mario (Massimo Wertmüller). Meno male che ci sono gli amici Simone (Herbert Ballerina) e Ascanio (Paolo Calabresi). E uno smartphone magico, comprato da un cinese, con un tasto che riporta indietro di 60 secondi.
TuttAPPosto di Gianni Costantino è una bonaria critica al sistema baronale degli atenei. Roberto (Roberto Lipari) è studente nell’università Borbona Sicula di cui il padre Ruggero (Luca Zingaretti) è rettore. Stufo di un apparato in cui si vendono esami, vengono assunti amici e parenti, vince la raccomandazione, il giovane inventa l’applicazione per smartphone “tuttAPPosto”, con cui gli studenti valutano l'operato dei prof. Con qualche colpo di scena. Tra i docenti Ninni Bruschetta e Paolo Sassanelli, Monica Guerritore è la ministra Beccaria.
Per i bambini ecco il cartone Il piccolo Yety, produzione cino-americana per un’edificante storia sulla poesia della natura. La ragazzina Yi trova sul tetto del suo condominio a Shanghai un giovane Yeti, che chiama Everest. Con gli amici Jin e Peng decide di riportarlo in Himalaya. Inizia un viaggio con alle calcagna un riccone che vuole Everest per il suo zoo e la zoologa Zara.
©RIPRODUZIONE RISERVATA