Kenny Barron, le radici e il futuro

15 Luglio 2021

Nato a Philadelphia nel 1943, praticamente quando a New York si accendeva la rivoluzione del Bebop, Kenny Barron ha amalgamato nel proprio stile l’essenza di quella musica, prendendo a modello i...

Nato a Philadelphia nel 1943, praticamente quando a New York si accendeva la rivoluzione del Bebop, Kenny Barron ha amalgamato nel proprio stile l’essenza di quella musica, prendendo a modello i colleghi più anziani Hank Jones e Tommy Flanagan, e gurdando alle radici, a un grande virtuoso come Art Tatum e adottando gli stimoli proiettati nel futuro di Thelonious Monk. I suoi 50 anni di attività richiederebbero una discografia di decine di pagine perché, oltre all’attività come solista e band leader, Barron è stato uno dei più richiesti sideman del jazz moderno post-bop: formatosi con Dizzy Gillespie, ha collaborato con Freddie Hubbard, Stan Getz, Yusef Lateef, Stanley Turrentine, Ron Carter, Charlie Haden, Dave Holland e tanti altri titani del jazz degli anni ’60 e ’70. Insieme a lui, tre vere e proprie star: Peter Washington, il bassista più registrato della sua generazione, Steve Nelson, vibrafonista americano celebre per la sua straordinaria inventiva e il suo fluido approccio armonico al jazz post-bop, e Johnathan Blake, ineguagliato tra i giovani batteristi per la chiarezza del suo ritmo e il suo swing incisivo, potente ed evocativo.