“Kinshasa”, viaggio all’inferno e nella speranza

9 Aprile 2019

Tour di presentazioni a Pescara e Teramo del romanzo di Vaggi che fa un noir di una storia di adozione

PESCARA. “Kinshasa. Una storia di adozione” è un romanzo costruito su una vicenda realmente accaduta con una scrittura rigorosa e avvolgente, in soggettiva, che ricorda lo stile del giallo a tinte noir di Raymond Chandler.
Pubblicato da Interlinea da Massimo Vaggi (Domodossola 1957) a lungo avvocato specializzato in diritto del lavoro, presidente di Nova – associazione di volontariato di genitori adottivi accreditata all’adozione internazionale – il libro affronta un minitour abruzzese di presentazioni cominciando giovedì 11 aprile a Pescara, alla Feltrinelli (ore 18) e con l’autore dialogherà la giornalista Lalla D’Ignazio, quindi venerdì 12 a Teramo, stessa ora, da Empatia Bar-Libreria, e interverrà Anna Amato dell’associazione “Genitori si diventa”.
Il 25 settembre 2013 le autorità della Repubblica Democratica del Congo sospendono l’uscita dal Paese dei bambini che, in forza di una sentenza di adozione internazionale, sono in attesa di raggiungere i genitori. Inizia così per oltre cento famiglie italiane e per i loro figli un lungo periodo di angoscia e incertezza, durante il quale si verificano i fatti che nel romanzo sono raccontati in un modo relativamente libero, ma che nulla toglie alla loro veridicità.
Vaggi si muove pagina dopo pagina tra la polvere delle strade e il frastuono dei mercati della confusa e bollente capitale del Congo, vede e racconta i bambini che vivono nelle sue strade, degli istituti e delle persone che tra innumerevoli difficoltà offrono loro protezione. E narra di un crimine e di un’inchiesta inconsueta, che non si affida all’evidenza delle prove ma al potere della parola. Una narrazione drammatica che tuttavia, nella dimensione sorprendente delle motivazioni che muovono i protagonisti, propone alle nostre fragili certezze un’inversione inedita di significati e valori. Bianco e nero in uno specchio che rimanda verità troppo spesso inconciliabili con la speranza, con la capacità e possibilità di credere nell’uomo (bianco?) e nel cambiamento frutto dell’impegno. Tra le pubblicazioni di Vaggi vanno ricordate “Un silenzio perfetto” (Pendragon, 1996), “Tu, musica divina” (Interlinea, 1999), 2Delle onde e dell’aria” (Mobydick, 2002), “Al mare lontano” (Pendragon, 2005), “Sarajevo novantadue” (PaginaUno, 2012), “Gli apostoli del ciabattino” (PaginaUno, 2016). Un suo racconto compare nell’antologia “Lavoro vivo” (Alegre, 2012).
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