L’Abruzzo della Resistenza umanitaria

8 Aprile 2017

Convegno con ex parlamentari, storici e studenti per ricordare i valori della libertà

L’AQUILA. “L’Abruzzo e l’Italia dalla Resistenza alla Costituente 1943-1946”. Questo il tema del convegno, promosso dall’associazione ex parlamentari della Repubblica e dall’Istituto abruzzese per la storia della Resistenza dell’Italia contemporanea, che si è tenuto ieri all’Emiciclo. L’occasione per parlare soprattutto della Resistenza in Abruzzo, «di cui poco o nulla è stato raccontato sui libri di storia. Invece la nostra terra, così come è ormai emerso con chiarezza, ha avuto negli anni della Resistenza un ruolo di protagonista», ha rimarcato Maria Rosaria La Morgia, giornalista e presidente dell’associazione “Il sentiero della libertà”, che ha coordinato i lavori. Ed è stato questo il filo conduttore della giornata di approfondimento che ha visto la presenza – accanto agli ex parlamentari, ai componenti dell’Istituto per la storia della Resistenza, al presidente della Fondazione Brigata Maiella, Nicola Mattoscio, al partigiano Arnaldo Ettorre – anche di un gruppo di studenti dell’Istituto tecnico commerciale di Celano. «L’obiettivo non è solo quello di ricordare quegli anni importantissimi per la nostra Nazione, ma anche di fare in modo che la storia diventi azione di vita per i nostri giovani, che devono imparare a difendere la libertà per la quale in tanti hanno sacrificato le loro vite», ha detto Carlo Fonzi, presidente dell’Istituto abruzzese per la storia della Resistenza. E poi il ricordo degli eccidi e dei tanti gesti eroici compiuti da gente comune. I tanti protagonisti della Resistenza umanitaria, «quegli uomini e quelle donne», ha ricordato il senatore Germano De Cinque, «che hanno messo a rischio la loro stessa vita per nascondere nelle loro case ebrei, rifugiati politici, i soldati italiani e alleati in fuga dai campi di concentramento abruzzesi».

E proprio in virtù di quella Resistenza umanitaria, di cui si sta raccogliendo altra documentazione, è stata rilanciata la proposta di assegnare all’Abruzzo la medaglia al valore civile. E ancora, nel corso degli interventi è stata ribadita la necessità di trasformare i luoghi e i percorsi della Resistenza in “musei aperti”. È già accaduto per Il sentiero della libertà, mentre si sta lavorando su un altro percorso, quello dall’Aquila a Collebrincioni, che racconta la storia dei Nove martiri. ©RIPRODUZIONE RISERVATA